Reggio Emilia è frizzante e le conferme, se mai fossero servite, arrivano subito dopo lo storico sorpasso dellʼItalia sulla Francia dove anche il Lambrusco ha trovato il posto alla "Wine World Champ" di Londra, dove ad essere premiata è stata la varietà dei territori italiani.
In particolare le soddisfazioni e le conferme sono arrivate a Borzano di Albinea, grazie ai riconoscimenti a regionali e nazionali conquistati dall’azienda agricola Reggiana con i propri Lambruschi e con la Spergola.
«È sempre enorme la soddisfazione che registriamo per risultati così importanti portati a casa grazie all’impegno di una azienda agricola che diventano valorizzazione di un intero comparto produttivo e prestigio per un territorio»-commenta così il direttore della Coldiretti di Reggio Emilia Maria Cerabona.
«Il legame con il nostro territorio e la cura della nostra filiera, della potatura dei vigneti all'imbottigliamento, sono i nostri punti di forza. Mettiamo passione in ogni fase della lavorazione per ottenere il meglio dai nostri prodotti» -raccontano le famiglie Coloretti e Ferrari dopo la consegna dei premi.
La guida "Emilia Romagna da Bere e da Mangiare", curata dall'Associazione Italiana Sommelier, ha inserito nell'edizione 2018/2020 il Lambrusco Vigna di Tedola valutato come Eccellenza, con un punteggio superiore a 87/100 e due etichette prodotte con Spergola: una frizzante ed uno spumante dolce che hanno ottenuto una valutazione di 6 acini su 6, riservata ai vini con punteggi superiori a 85/100.
Il Lambrusco reggiano ha ottenuto anche una eco nazionale con il concorso Premio Qualità della Scuola di Alta Formazione e Perfezionamento “Leonardo”, di Città Sant’Angelo (PE).
Il Lambrusco Vecchio Filare è risultato come miglior vino rosso frizzante del concorso, mentre lo spumante Rosato Le Rose è stato premiato come miglior vino della categoria. Non da meno sono risultate ancora una volta la Spergola frizzante e la Spergola spumante dolce che hanno ricevuta una menzione di merito a testa, piazzandosi tra i migliori 5 vini delle rispettive categorie.
«Il nostro augurio – conclude la Cerabona - è che il Lambrusco e le Doc della nostra provincia possano continuare a ricevere i meritati prestigi ed essere sempre più conosciute ed apprezzate anche fuori dai nostri confini per giungere sulle tavole degli italiani».