10 Luglio 2026
UN PATTO PER LA SALUTE A MONTECCHIO EMILIA

Un Patto per la salute dei cittadini: a Montecchio Emilia il primo mercato contadino all’Ospedale Franchini

Insieme per fermare l'emergenza sanitaria legata al cibo che fa male e promuovere un'alimentazione che previene le malattie e migliora la qualità della vita

 

Oggi i Mercati contadini sono entrati negli ospedali dell'Emilia-Romagna per lanciare il primo patto nazionale tra agricoltori e medici per la salute dei cittadini, con l'obiettivo di riportare al centro delle abitudini alimentari il cibo che fa bene, previene le malattie e migliora la qualità della vita, contrastando la diffusione degli alimenti che, al contrario, aumentano il rischio di ammalarsi.

A Reggio Emilia è stato l’Ospedale E. Franchini di Montecchio Emilia ad ospitare il primo mercato contadino organizzato da Campagna Amica.

Per tutta la mattina alimenti freschi e di stagione, per prendersi cura della propria salute, sono stati a disposizione dei cittadini, visitatori e dipendenti della struttura direttamente dagli agricoltori.

Le aziende agricole presenti hanno proposto Parmigiano Reggiano di Vacche Rosse Dop, prodotti a base di latte d’asina e latte d’asina bio liofilizzato, confetture di prugna Zucchella di Lentigione, tutti prodotti della biodiversità reggiana, oltre a verdura e frutta fresca, miele e conserve, pasta e cereali.

Sono intervenuti per un saluto il presidente e il direttore di Coldiretti Reggio Emilia, Matteo Franceschini e Alessandro Corchia, il dr. Pier Luca Marazzi, medico referente Ausl Cure primarie Montecchio, la dr.ssa Barbara Villa, responsabile professioni sanitarie Cure primarie di Montecchio, per il coordinamento amministrativo distrettuale, la dott.ssa Elena Grassi, responsabile Urp Montecchio, il vicesindaco di Montecchio Emilia Bruno Aleotti, Francesca Bedogni vice presidente Provincia, l’assessore alle Politiche agricole di Montecchio Emilia Stefano Ferri e altri rappresentanti delle istituzioni locali.

“Abbiamo colto con piacere l’invito a trasformare per una mattina l’area esterna del Franchini in un’esposizione all’aperto di prodotti a km zero, che bene rispondono alla generale missione dell’Azienda sanitaria. A parlare sono il Direttore del Distretto Ausl di Montecchio Emilia, Barbara Gilioli e Maria Chiara Rompianesi, Responsabile sanitaria dell’Ospedale. -  “Questa non si preoccupa esclusivamente della cura alle patologie ma, sempre più, agisce per prendersi cura della propria comunità, mettendo al centro la persona nella sua globalità. La prevenzione, i corretti stili di vita, un sano ritorno alle cose semplici, genuine e non artefatte rappresentano la corretta via verso il benessere”.

Gli alimenti che aumentano il rischio di malattia sono tutti i cibi di cui non si conosce l'origine o che subiscono manipolazioni. Si pensi all’olio miscelato venduto come extravergine, grano trattato con glifosate in pre-raccolta, pratica consentita in alcuni Paesi extra Ue ma vietata in Italia sino ad arrivare ai cibi ultra-processati, rispetto ai quali esiste un collegamento diretto con ben 32 effetti avversi che riguardano in particolare la salute gastrointestinale, metabolica, respiratoria e cardiovascolare, oltre all'obesità.

Da questa emergenza sanitaria nasce l'alleanza tra agricoltori e medici per difendere la salute dei cittadini e promuovere corretti modelli di consumo, incentrati su alimenti sani come primo fronte della prevenzione, rispetto ai rischi legati anche agli energy drink e ai prodotti ricchi di additivi chimici.

«Un ringraziamento alla direzione dell’Ospedale di Montecchio Emilia e all’amministrazione comunale – dichiara il presidente Matteo Franceschini – per aver accolto con favore questa nostra proposta e aver permesso la realizzazione di questo mercato che vuole essere il simbolo del cibo semplice, senza processi che ne alterano le qualità naturali, dal produttore al consumatore».

«Questo mercato segna un momento importante – continua il direttore di Coldiretti Reggio Emilia Alessandro Corchia - per ribadire quanto la nostra salute si possa preservare ogni giorno anche a tavola. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere i prodotti di eccellenza del nostro territorio e della nostra agricoltura, evidenziando il ruolo centrale del cibo nella tutela della salute e l’alleanza tra mondo agricolo e quello della sanità».

L'iniziativa, unica nel suo genere, è promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia ed è lanciata a livello nazionale insieme alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e a decine di strutture sanitarie che rappresentano eccellenze italiane ed europee. Complessivamente saranno coinvolti circa settanta ospedali in tutta Italia, mentre in Emilia-Romagna l'iniziativa interesserà cinque importanti strutture sanitarie distribuite sul territorio regionale, il Policlinico Sant'Orsola di Bologna, l'Ospedale SS. Salvatore di San Giovanni in Persiceto (Bologna), Hesperia Hospital di Modena, l'Ospedale Maggiore di Parma e l'Ospedale Franchini di Montecchio Emilia (Reggio Emilia),

Le iniziative negli ospedali emiliano-romagnoli si inseriscono nella mobilitazione nazionale che punta a sottolineare l'importanza del cibo sano e la necessità di contrastare gli alimenti che fanno ammalare, sempre più presenti nelle abitudini alimentari quotidiane e persino nei menù delle mense pubbliche e delle scuole. La ricerca scientifica ha ormai evidenziato, in particolare nel caso dei cibi ultra-processati, il legame con numerose patologie, tra cui obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, tumori, steatosi epatica, disturbi intestinali e malattie neurodegenerative. Una dieta "chimica" può avere ripercussioni anche sulla fertilità, sia maschile sia femminile, con effetti diretti sul futuro del Paese.

 

 

 

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