24 Marzo 2021
SICCITA’: MISURE DI CONTRASTO NECESSARIE E URGENTI

Invaso val d’Enza e infrastrutture sostenibili. L’acqua è un bene indispensabile e deve essere regimentata.

Coldiretti Reggio Emilia: a rischio le produzioni agricole e la loro filiera, l’equilibrio ambientale, la biodiversità e la sostenibilità dell’intero territorio.

«Gli imprenditori agricoli reggiani vivono ormai con costante apprensione il fenomeno della carenza idrica nella nostra provincia. Ogni azione che può garantire l’utilizzo oculato e consapevole dell’acqua deve essere considerata prioritaria ma va rimarcata l’assoluta necessità di infrastrutture sostenibili, con ridotto impatto ambientale che svolgano il fondamentale ruolo di magazzini dell’acqua» commenta in questo modo Maria Cerabona, direttore della Coldiretti di Reggio Emilia il manifestarsi di un novo periodo di siccità che sta affliggendo l’agricoltura reggiana.

A fianco dello sviluppo dei processi e delle tecnologie per il risparmio idrico in agricoltura, del riutilizzo delle acque depurate, del contenimento delle perdite di rete, dei laghetti di prossimità o aziendali – commenta Coldiretti Reggio Emilia -  è comunque prioritario creare grandi invasi in grado di dare soluzioni definitive ai quei territori maggiormente segnati dal difficile e scostante approvvigionamento d’acqua.

«Tutta l’area agricola, e non solo, della val d’Enza risente di una cronica carenza idrica – continua la Cerabona. Il recente studio affidato dalla Regione Emilia Romagna all’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume PO-Ministero della Transizione Ecologica delinea chiaramente la necessità di un invaso che vada a compensare il pesante deficit idrico che penalizza l’agricoltura, l’ambiente, l’habitat e la biodiversità. Oggi più che mai quindi rivendichiamo una accelerazione convinta sulla proposta della realizzazione dell’invaso di Vetto e su tutte quelle azioni che possono limitare il danno al nostro comparto prima che sia troppo tardi».

L’ANBI, l’associazione dei Consorzi di Bonifica ha stimato la mancanza di 5 miliardi di metri cubi di risorsa idrica rispetto a venticinque anni fa e ha costruito e condiviso con le istituzioni un percorso di approfondimento nazionale che, grazie al Piano Invasi, potesse mitigare il fenomeno.

L’andamento meteorologico anomalo, ormai sempre più frequente, conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano – continua la Coldiretti reggiana – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità.

Uno sconvolgimento che impatta duramente anche sull’attività agricola. I foraggi, necessari per l’alimentazione delle bovine da latte per Parmigiano Reggiano Dop, hanno già registrato le molte difficoltà determinate dall’assenza di precipitazioni così come tutte le produzioni pronte per la semine in questi giorni.

L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. «Diventa imprescindibile mettere al centro dell’agenda politica delle istituzioni europee, nazionali e locali – conclude il direttore Cerabona - la necessità di creare quelle infrastrutture assolutamente necessarie che possono diventare un antidoto alla sofferenza idrica e togliere gli agricoltori dall’incubo con cui ormai da anni fanno i conti e a fatica convivono».

 

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