È iniziata la raccolta delle segnalazioni dei danni alle coltivazioni subiti dalle aziende agricole a causa della siccità che ha colpito nei mesi da maggio ad agosto.
Gli uffici di Coldiretti Reggio Emilia sono a disposizione per raccogliere i dati e predisporre il modulo per l’inoltro della segnalazione agli uffici preposti della Regione Emilia Romagna che deve avvenire entro venerdì 29 settembre.
«Bene il riconoscimento del problema e l’attivazione delle procedure per individuare le aree colpite per poi procedere alle provvidenze in caso di calamità – commenta il direttore di Coldiretti Reggio Emilia Assuero Zampini – il problema però perdura principalmente in Val d’Enza».
«Da una recente verifica sembra che nel fiume Enza l’acqua sia tornata a scorrere – commenta Zampini – è quindi opportuno e doveroso attivare la circolazione dell’acqua nei canali per rinforzare le falde e permettere agli agricoltori, senza ulteriori oneri, di irrigare i prati per salvare quello che resta dei cotichi erbosi e consentire di rinforzarsi per affrontare l’inverno».
Da ricordare che i prati stabili ‘sopravvivono’ da secoli nelle terre della Val d’Enza e mai come il perdurare della siccità degli ultimi anni li sta minando. L’indebolimento dei cotichi dei prati può provocare l’irreversibile compromissione di un ecosistema che caratterizza il territorio e le produzioni del luogo.
«La siccità quest’anno ha colpito tutta l’Italia certo è – conclude Zampini – che nella nostra provincia il problema perdura da tempo e da tempo andava risolto. Come già sollecitato – evidenza Zampini – si poteva gestire l’acqua dei bacini montani quando c’era; soluzione non certamente esaustiva o risolutiva del problema ma almeno in grado di rendere disponibile una riserva che ora avrebbe un valore immenso per salvare i prati stabili e contenere i danni».