19 Dicembre 2017
PASTA BATTAGLIA DEL GRANO CONTINUA

«Non si può firmare un accordo che denigra la qualità del grano italiano senza dire una parola sulle importazioni di un milione di tonnellate di grano dal Canada trattato in preraccolta con glifosato, accusato di essere cancerogeno e per questo vietato in Italia».
È quanto affermano Vitangelo Tizzano e Assuero Zampini, vice delegato confederale e direttore di Coldiretti Reggio Emilia, nel denunciare che l’accordo sul grano proposto dal presidente di Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) Paolo Barilla non fa alcun riferimento all’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano nella pasta previsto dal decreto dei Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, contro il quale gli stessi pastai hanno presentato e poi perso il ricorso davanti al Tar del Lazio.
«Per la Coldiretti – continua Coldiretti Reggio Emilia - la battaglia del grano continua fino a quando non sarà garantito un prezzo equo agli agricoltori e non saranno assicurate informazioni complete e trasparenti ai consumatori».

La decisione del Tar di fine novembre 2017 di respingere l'istanza di sospensione del decreto per l’etichettatura d’origine del grano utilizzato nella pasta ha accolto le richieste dell’81% degli italiani che chiedono maggiore trasparenza.
«Non si può impedire ai consumatori di conoscere la verità – aggiunge Vitangelo Tizzano – impedendo loro di sapere se nella pasta che stanno acquistando è presente grano canadese trattato in preraccolta con il glifosate, accusato di essere cancerogeno e per questo proibito sul grano italiano».

«Il manifesto con cui Barilla e varie associazioni annunciano la ripartenza della produzione di grano italiano – commenta Assuero Zampini – e lo stesso con cui dichiarano che l’industria molitora e pastaia giudica insufficiente la produzione di grano italiano, per qualità e quantità, e sono questi stessi che fissano l’asticella della qualità e che per produrre a prezzi competitivi tagliano i prezzi pagati agli agricoltori».

Il decreto per l’etichettatura d’origine della pasta punta anche a contrastare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione e mettono a rischio i 12mila ettari che nel 2017 sono stati coltivati a grano a Reggio Emilia senza l’uso del glifosate.

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