20 Maggio 2019
MALTEMPO. SICCITA’ PRIMA E PIOGGIA INCESSANTE DOPO: AUMENTANO I DANNI IN CAMPAGNA

La pioggia senza tregua ha compromesso le tradizionali semine primaverili di cereali ed anche i trapianti di pomodoro, anguria e melone. Allagamenti in molte aree della provincia a causa di piogge incessanti che stanno caratterizzando una primavera anomala.
È quanto afferma la Coldiretti di Reggio Emilia sui danni provocati da un lungo periodo invernale di siccità seguito da un mese primaverile freddo e piovoso.

«Stiamo iniziando a contare i danni che si fanno purtroppo sempre più evidenti – commenta il direttore della Coldiretti reggiana Assuero Zampini. La quasi totalità delle coltivazioni agricole hanno subito danni importanti, alcune in conseguenza al caldo e alla lunga siccità ed altre a causa dei violenti temporali, della pioggia abbondante e del vento forte che hanno colpito le campagne».

La pioggia sta impedendo lo sfalcio dei fieni necessari per l’alimentazione delle bovine da Parmigiano Reggiano, danni anche alle ciliegie e alla frutta di stagione, che la pioggia ha rotto sugli alberi, compromessa anche quest’anno la produzione di miele a causa della mancata raccolta di nettari e pollini. A questi danni si sommano quelli che si stanno manifestando ora a seguito del lungo inverno caldo e siccitoso che ha provocato il disseccamento delle gemme delle viti e delle pere, compromettendone la produzione.

L’inverno 2019 – secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr – ha registrato in Italia 1/3 di precipitazioni in meno,.
La grandine è l’evento più temuto dagli agricoltori in questa stagione perché i chicchi si abbattono sulle verdure e sui frutteti e – spiega la Coldiretti – spogliano le piante compromettendo i raccolti successivi, dopo un anno di lavoro.

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

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