12 Maggio 2020
Lupi o randagi? Continuano attacchi alle stalle e avvistamenti nei pressi delle aziende agricoli di branchi di canidi

Sono necessari interventi rapidi per scongiurare il ripetersi di aggressioni ad animali e per ridurre il timore di trovarsi davanti ad un branco di lupi o randagi durante le operazioni che gli agricoltori svolgono da soli in aperta campagna come, ad esempio, l’irrigazione notturna.

È importante tenere in considerazione principalmente la sicurezza delle persone innanzi tutto – commenta il direttore della Coldiretti di Reggio Emilia Maria Cerabona in relazione alle sempre più frequenti segnalazioni di lupi o randagi nei pressi delle aziende agricole.

«Gli agricoltori sono preoccupati non solo per i propri allevamenti – continua la Cerabona. Le nomarli operazioni di campagna che, con la bella stagione, si protraggono anche dopo l’imbrunire, aumentano la paura di fare incontri decisamente spiacevoli. Com’è noto i lupi scappano di fronte all’uomo – considera il direttore della Coldiretti reggiana – ma i cani inselvatichiti non hanno lo stesso comportamento e, di conseguenza, non è solo la presenza di possibili prede a renderli aggressivi ma anche l’attacco fine a se stesso».
«Può essere utile attivare delle squadre di recupero – suggerisce Maria Cerabona – che prevedano, dopo l’allarme di un avvistamento, il recupero del branco, il contenimento in strutture comunali preposte e in seguito, nei casi di forte incertezza, la verifica del genoma in grado di stabilirne il legame con il lupo europeo o l’appartenenza a cani selvatici, randagi e aggressivi».
«Nel frattempo – conclude la Cerabona – è necessario pensare in primis a misure di difesa da possibili attacchi notturni agli agricoltori durante lo svolgersi delle loro attività e a tutela delle mandrie che, nel rispetto del benessere animale, hanno sempre più spesso spazi aperti e comunicanti con l’esterno che agevolano, ovviamente, anche l’ingresso di lupi o randagi all’interno degli edifici, provocando non solo l’uccisione del capo preda ma decine di migliaia di euro di danni all’intera mandria come il rischio di aborti, le fratture degli arti, la diminuzione della produzione di latte indotti dallo spavento».

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