23 Luglio 2021
LA SICCITA’ AVANZA, SOLUZIONI DAL PNRR

La siccità avanza, le soluzioni possono arrivare dal PNRR

 

Coldiretti Reggio Emilia: servono misure di contrasto urgenti: invaso val d’Enza e infrastrutture sostenibili. A rischio le produzioni agricole e la loro filiera, l’equilibrio ambientale, la biodiversità e la sostenibilità dell’intero territorio.

Per Bonaccini e Mammi è una priorità da inserire nella programmazione del PNRR

 

 

«Sono anni ormai che denunciamo la gravità della situazione legata al siccità, in particolare in val d’Enza e sono anni che chiediamo con urgenza soluzioni che garantiscano agli imprenditori agricoli di continuare a fare in modo di fare agricoltura nelle nostre terre – dichiara Maria Cerabona, direttore della Coldiretti di Reggio Emilia».

Gli imprenditori agricoli reggiani vivono ormai con costante apprensione il fenomeno della carenza idrica nella nostra provincia che, ogni anno in questo periodo, peggiora drasticamente.

«Ogni azione che può garantire l’utilizzo oculato e consapevole dell’acqua deve essere considerata prioritaria ma va rimarcata l’assoluta necessità di infrastrutture sostenibili, con ridotto impatto ambientale che svolgano il fondamentale ruolo di magazzini dell’acqua» commenta in questo modo Maria Cerabona, direttore della Coldiretti di Reggio Emilia il manifestarsi di un nuovo periodo di siccità, assolutamente non inaspettato, che sta affliggendo l’agricoltura reggiana.

A fianco dello sviluppo dei processi e delle tecnologie per il risparmio idrico in agricoltura, del riutilizzo delle acque depurate, del contenimento delle perdite di rete, dei laghetti di prossimità o aziendali – commenta Coldiretti Reggio Emilia -  è comunque prioritario creare grandi invasi in grado di dare soluzioni definitive ai quei territori maggiormente segnati dal difficile e scostante approvvigionamento d’acqua.

«Nel breve periodo è necessario trovare soluzioni veloci e immediate per la regimentazione delle acque – suggerisce la Cerabona. In alcuni periodi dell’anno, non più caratterizzabili in base alla stagione, cadono piogge, anche abbondanti, a causa del clima ormai tropicalizzato. Nel lungo periodo – ribadisce la Cerabona- costruendo l’invaso di Vetto. Tutta l’area agricola, e non solo, della val d’Enza risente di una cronica decennale carenza idrica».

Il recente studio affidato dalla Regione Emilia Romagna all’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume PO-Ministero della Transizione Ecologica delinea chiaramente la necessità di un invaso che vada a compensare il pesante deficit idrico che penalizza l’agricoltura, l’ambiente, l’habitat e la biodiversità. L’ANBI, l’associazione dei Consorzi di Bonifica ha stimato la mancanza di 5 miliardi di metri cubi di risorsa idrica rispetto a venticinque anni fa e ha costruito e condiviso con le istituzioni un percorso di approfondimento nazionale che, grazie al Piano Invasi, potesse mitigare il fenomeno.

«Oggi più che mai quindi rivendichiamo una accelerazione convinta – dichiara il direttore di Coldiretti Reggio Emilia - sulla proposta della realizzazione dell’invaso di Vetto e su tutte quelle azioni che possono limitare il danno al nostro comparto prima che sia troppo tardi. Diventa imprescindibile mettere al centro dell’agenda politica delle istituzioni europee, nazionali e locali – conclude il direttore Cerabona - la necessità di creare quelle infrastrutture assolutamente necessarie che possono diventare un antidoto alla sofferenza idrica e togliere gli agricoltori dall’incubo con cui ormai da anni fanno i conti e a fatica convivono».

E le possibilità sono sempre più vicine. Infatti, durante l’ultima assemblea regionale di Coldiretti Emilia Romagna, sia il presidente Stefano Bonaccini sia l’assessore Alessio Mammi hanno individuato tra le priorità della programmazione relativa ai fondi del PNRR, piani nazionali di ripresa e resilienza, anche la questione della scarsità idrica e la gestione degli invasi, con particolare attenzione a quello di Vetto.

 

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