25 Febbraio 2021
GAS SERRA: I DATI ISPRA SCAGIONANO LE STALLE

Coldiretti Reggio Emilia: nel 2020 crollo delle emissioni del 9,8% con fabbriche chiuse e traffico fermo.

Le 1500 stalle reggiane e le altre aziende agricole hanno sempre continuato a lavorare per garantire i rifornimenti alimentari

 

Le emissioni di gas serra in Italia nel 2020, secondo i dati Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) si sono ridotte del 9,8% rispetto al 2019.

«La consistente riduzione di quasi il 10% dei nell’anno del lockdown – dichiara Maria Cerabona, direttore Coldiretti Reggio Emilia - conferma che i veri responsabili dell’inquinamento sono le attività industriali e il traffico che infatti, lo scorso anno, sono stati bloccati dalle misure restrittive legate alla pandemia da Covid. Gli allevamenti zootecnici hanno sempre continuato a lavorare a pieno regime come negli anni precedenti».

Le stalle e le aziende agricole hanno continuato a lavorare regolarmente, senza interruzioni, per garantire i rifornimenti alimentari alle famiglie e il satellite Sentinel 5, del programma europeo Copernicus gestito da Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa), ha registrato, e mostrato con le sue immagini, un crollo dei livelli di biossido di azoto, un marcatore dell’inquinamento.

Gli ultimi dati Ispra sull’andamento dell’inquinamento nell’anno del Covid confermano – sottolinea la Coldiretti - il ruolo principale di industrie e trasporti: solo il 7% delle emissioni di gas serra in Italia arrivano dall’agricoltura mentre il 44,7% dall’industria e il 24,5% dai trasporti.

«A Reggio Emilia possiamo contare circa 1500 aziende agricole impegnate nell’allevamento – continua la Cerabona – sia per le produzioni suine sia per il latte da Parmigiano Reggiano e non solo. Le stalle sono alla base della nuova economia green, non solo per le Dop come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma e le altre eccellenze alimentari, ma anche per la produzione di letame e liquame indispensabili per fertilizzare i terreni in modo naturale impiegati nel biologico e nella produzione di energie rinnovabili come il biogas, settori di cui l’Italia conserva primati europei. Le nostre produzioni Dop nascono da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo – rimarca Maria Cerabona - con forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica e forme di vendita diretta con Campagna Amica».

 

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