Ddl caccia approvato in Senato. Importante per fermare la devastazione dei campi e proteggere i cittadini
Davanti alla devastazione dei campi da parte dei cinghiali che causano anche incidenti mortali nelle aree urbane e periurbane, il ddl caccia approvato in Senato rappresenta una riforma importante di una normativa ferma agli anni 90. Coldiretti ha sempre chiesto di attualizzare gli strumenti di gestione della fauna selvatica incontrollata a partire dall’emergenza cinghiali, che causa ogni anno perdite per oltre 200 milioni di euro nelle campagne, tra danni diretti e indiretti, con un impatto pesante anche sugli ecosistemi.
La riforma interessa anche gli ambiti territoriali promuovendo una più efficace collaborazione tra agricoltori, ambientalisti e attività venatoria per il ripristino degli habitat, valorizzando al contempo la multifunzionalità agricola.
A trent’anni di distanza dal varo della vecchia legge era necessario far fronte alle nuove problematiche emerse, a partire dalla proliferazione fuori controllo di alcune specie come i cinghiali, saliti al numero di 2,3 milioni, che continuano a causare gravi danni alle coltivazioni ma anche a mettere a rischio la vita dei cittadini, nei centri urbani come nelle aree interne. Nel 2024, secondo Asaps, sono stati ben 181 gli incidenti stradali causati dai selvatici, con 14 vittime e oltre 200 feriti.
«L’emergenza cinghiali – dichiara Matteo Franceschini, presidente della Coldiretti di Reggio Emilia - pesa sia sulle coltivazioni che sugli allevamenti, considerato che sono il primo veicolo di diffusione della peste suina africana, che porta all’abbattimento di decine di migliaia di animali e le restrizioni alla movimentazione che hanno di fatto fermato la normale attività aziendale».
«Il sovrannumero di cinghiali – continua il direttore Alessandro Corchia – inoltre, è direttamente collegato anche al fenomeno dello spopolamento delle zone montane e collinari con un impatto anche sulla presenza dei giovani che cercano di costruirsi un futuro in agricoltura e che si vedono distruggere fino al 70% dei raccolti».