21 Luglio 2020
DECRETO ETICHETTA, SALVA SALUMI MADE IN ITALY

Storico via libera all’etichetta con l’indicazione di provenienza su salami, mortadella, prosciutti e culatello per sostenere il vero Made in Italy e smascherare l’inganno della carne tedesca o olandese spacciata per italiana. È quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione della firma del decreto interministeriale all’Assemblea a Roma con la partecipazione dei Ministri delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, tra gli applausi dei dirigenti dell’organizzazione agricola storicamente impegnata nella battaglia per la corretta informazione sull’origine degli alimenti in Italia ed in Europa. A garantire il distanziamento sociale e la sicurezza di ministri e presidente, due maxi-mortadelle della lunghezza di tre metri.
Le mortadelle, di carne 100% italiana, sono firmate FdAI (Firmato dagli Agricoltori Italiani) grazie all’accordo di filiera fra FdAI e una nota azienda del bolognese.
“In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’Italia ha la responsabilità di svolgere un ruolo di apripista in Europa, anche sfruttando le opportunità offerte dalla storica apertura dell’Ue all’obbligo dell’origine con l’indicazione dello Stato membro con la nuova Strategia Farm to Fork nell’ambito del Green New Deal”.
Un obiettivo condiviso da ben il 93% dei cittadini che ritiene importante conoscere l’origine degli alimenti, secondo l’indagine on line del Ministero delle Politiche agricole. Il decreto nazionale interministeriale introduce l’indicazione obbligatoria della provenienza per le carni suine trasformate, dopo che ha avuto il nulla osta da parte della Commissione Europea, per garantire trasparenza nelle scelte ai 35 milioni di italiani che almeno ogni settimana portano in tavola salumi, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, ma anche per sostenere i 5mila allevamenti nazionali di maiali messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale.

«Si tratta di una misura importante – commenta Maria Cerabona, direttore della Coldiretti di Reggio Emilia - anche per fermare le speculazioni con i prezzi dei salumi in aumento del 3,5% al dettaglio mentre le quotazioni dei maiali si sono quasi dimezzate e scese a poco più di un euro al chilo».
«È una novità importante – continua la Cerabona - per garantire trasparenza nelle scelte dei consumatori e una possibilità di reddito per gli allevatori. In un momento difficile per tutta l’economia italiana – continua la Cerabona - dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy».
L’obbligo di origine in etichetta per i salumi può portare respiro e riconoscimento della qualità del lavoro agli oltre 200 allevamenti reggiani con i loro 250/300 mila capi e tutto il comparto suinicolo italiano che conta ben 5mila allevamenti direttamente connessi ai 12,5 milioni di prosciutti a denominazione di origine (Dop) Parma e San Daniele.
«Tre prosciutti su quattro venduti in Italia – precisa la Cerabona - sono ottenuti da maiali stranieri senza alcuna evidenziazione in etichetta. È per questo che servono interventi mirati e urgenti perché siamo al punto di non ritorno con una situazione che – continua la Cerabona – rischia di compromettere per sempre la potenzialità produttiva del settore suinicolo con una destrutturazione degli allevamenti difficilmente recuperabile».

Il decreto sui salumi prevede – spiega Coldiretti – che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”.
La dicitura “100% italiano” è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.

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