Il riconoscimento vale 251 mld, importante per fare chiarezza: all’estero è taroccata una ricetta su due. L’Emilia Romagna è leader nel mondo per numero e valore di prodotti a denominazione
L’iscrizione della cucina italiana tra i patrimoni immateriali dell’Unesco è un riconoscimento che affonda le sue radici nella tradizione culinaria di origine contadina e nella ricchezza degli innumerevoli piatti regionali. Il presidente Matteo Franceschini e il direttore Alessandro Corchia si uniscono agli applausi in occasione del via libera del Comitato riunito a Nuova Delhi.
La nostra regione – commenta Coldiretti Reggio Emilia – è leader nel mondo per numero e valore di prodotti a denominazione, con 44 eccellenze fra DOP e IGP e 30 vini. Questo riconoscimento è un risultato importantissimo per l’agroalimentare nazionale, anche della nostra regione e provincia. Non possiamo che essere orgogliosi e contenti per questo riconoscimento che rappresenta un risultato importante anche dal punto di vista della crescita del Paese.
La cucina italiana vale oggi nel mondo ben 251 miliardi di euro, con una crescita del +5% rispetto all’anno precedente, secondo l’analisi Coldiretti su dati Deloitte Foodservice Market Monitor 2025. I soli Stati Uniti e Cina rappresentano insieme oltre il 65% dei consumi globali per la cucina italiana.
La nostra provincia ha un prezioso patrimonio gastronomico che affonda le radici nella tradizione dei suoi territori. Dei quasi 400 prodotti agroalimentari tradizionali dell’Emilia Romagna, Reggio Emilia ne rappresenta ben il 25%. Questa tradizione richiama turisti, appassionati del cibo, food blogger e gastronauti, dall’Italia e dall’estero e preserva dalla scomparsa preparazioni e ricette della tavola contadina. Se la buona tavola è una delle ragioni principali di attrazione per i turisti e i consumatori, la ricchezza di storie e tradizioni ne son il condimento che rendono la cucina autentica.
Questo riconoscimento – continua la Coldiretti di Reggio Emilia - è importante anche per fare chiarezza rispetto alla accrescimento dell’italian sounding.
Per sostenere la candidatura e valorizzarne il risultato Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica, assieme al Ministero italiano degli esteri e della cooperazione internazionale, hanno promosso la creazione dell’Accademia della cultura enogastronomica italiana. Un’Accademia nata per favorire la formazione dei giovani aspiranti professionisti del settore: dalle scuole di cucina e alberghiere alle facoltà e dipartimenti universitari dedicati alle scienze gastronomiche, dell’alimentazione e agroalimentari, fino al mondo esteso dei professionisti che già operano sul cibo e nei servizi correlati (acquirenti, ristoratori, distributori, cuochi e pizzaioli, giornalisti ed influencer del cibo). Ma tra i destinatari ci sono anche le reti estere di rappresentanza e di promozione del settore agroalimentare nel mondo, con il supporto attivo delle Ambasciate. Partner del progetto sono anche la World Farmers Markets Coalition e la Fondazione Evoschool (Fondazione, promossa da Coldiretti e dal Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati e supportata da Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano), oltre alla piattaforma «I love Italian food», un’associazione no profit che si compone attualmente di circa 25.000 contatti tra buyer, chef e pizzaioli, ristoratori, distributori, giornalisti e influencer.