«È positivo l’avvio del tavolo interministeriale di crisi per affrontare definitivamente la questione della cimice asiatica che si sta moltiplicando in campagna ed in città e che ha causato danni stimati per ora in circa 250 milioni di euro a livello nazionale alle produzioni di mele, pere, kiwi, ma anche pesche, ciliegie, albicocche e piante da vivai». Ad affermarlo è la Coldiretti di Reggio Emilia che esprime soddisfazione per l’annuncio del Ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio della convocazione del tavolo, dopo le richieste di immediato intervento fatte da Coldiretti sia al tavolo con il premier Giuseppe Conte che a quello del Viminale con il Ministro dell’Interno Matteo Salvini.
La situazione è particolarmente difficile - denuncia Coldiretti Reggio Emilia - soprattutto nella nostra regione. I danni alle produzioni, pere in particolare ma non solo, ammontano in molte zone tra il 40% ed il 100% con imprese che si troveranno in una situazione gravissima.
«Per i frutticoltori la situazione dei danni provati da questo insetto è drammatica – commenta il direttore di Coldiretti Reggio Emilia Maria Cerabona. La perdita di prodotto, principalmente pere, mette in serio pericolo i redditi aziendali. Sono necessari provvedimenti in tempi brevi da parte del Ministero dell’Ambiente e controlli sulle merci importate nel nostro Paese».
I tecnici di Coldiretti Reggio Emilia stanno verificando la situazione nelle aziende per monitorare e stimare i danni effettivi.
È necessario – continua Coldiretti Reggio Emilia - dare veloce attuazione al nuovo regolamento per l’immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiani. Si tratta in particolare – spiega la Coldiretti Reggio Emilia - della possibilità di diffusione nelle campagne della vespa samurai, nemica naturale della cimice asiatica.
La cimice asiatica è presente sul territorio reggiano da diversi anni e già nel 2015 aveva generato danni sul comparto reggiano della coltivazione delle pere di oltre il 25%.
«Il problema è ampio e diffuso, infatti – continua il direttore Cerabona – riguarda non solo il comparto agricolo ma il verde pubblico e privato».
Da un lato è necessario accelerare il più possibile i lanci degli insetti antagonisti – sostiene Coldiretti Reggio Emilia – ma dall’altro è importante che le istituzioni non facciano mancare il loro apporto con risorse economiche da mettere in campo a sostegno del mondo agricolo.
Il settore frutticolo dell’Emilia Romagna – afferma Coldiretti regionale – è a rischio e chiediamo a tutte le istituzioni competenti di mettere subito in campo soluzioni che vadano a prevenire e risarcire i danni alle aziende agricole.
Inoltre riteniamo che la Regione – dichiara Coldiretti Emilia Romagna – possa attivare, come già avvenuto in passato per altre emergenze fossero esse zoopatie o fitopatie, una serie di interventi finanziari e agevolativi per far fronte al mancato reddito delle imprese, attraverso convenzioni con le banche, l'intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse, contributi per compensare e non appesantire il bilancio delle aziende gravato dalle spese colturali sostenute per una produzione che rischia di venire azzerata e di non produrre quindi alcun reddito.