Caporalato, false cooperative, concorrenza sleale, bene i voucher
Coldiretti Reggio Emilia: bene l’inchiesta che ha portato alla luce le attività di sfruttamento dei lavoratori, anche causa di concorrenza sleale sui prodotti agricoli. Bene l’approvazione dell’emendamento sull’uso dei voucher
Plauso di Coldiretti Reggio Emilia alla maxi inchiesta che ha portato alla luce le attività di sfruttamento dei lavoratori mascherato dietro ad rete di cooperative con a capo un reggiano originario di Castelnovo ne’ Monti.
«È con grande soddisfazione che ho appreso la notizia della maxi inchiesta della Finanza – commenta Assuero Zampini, direttore di Coldiretti Reggio Emilia – che ha svelato lo sfruttamento di lavoratori celato dietro l’attività di false cooperative, fenomeno che avevo segnalato in generale già all’inizio del 2016 durante il mio incarico presso il Cles, Comitato per il Lavoro e l'Emersione per il Sommerso».
«Bene questo risultato che arriva proprio nel momento di piena attività di raccolta nelle campagne, come ad esempio per i pomodori e le angurie – continua Zampini. Attenzione al problema anche nella nostra realtà in cui il fenomeno del caporalato si può mascherare dietro all’attività di cooperative che affittano manodopera a costi che si aggirano sui 4-5 euro/ora creando oltretutto gravi difficoltà di concorrenza alle aziende agricole che assumono i lavoratori a tariffa sindacale».
«Purtroppo spesso sono false cooperative con sedi estere – ipotizza Zampini - che spacciano come prestazione di servizio in realtà affitto di manodopera». Occorre combattere senza tregua – conclude la Coldiretti - il becero sfruttamento che colpisce spesso la componente più debole dei lavoratori agricoli, con pene severe e rigorosi controlli, ma serve una grande azione di responsabilizzazione di tutta filiera, dal campo alla tavola, per garantire che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore che non può ammettere i nostri pomodori da industria, coltivati secondo i criteri dell’agricoltura di qualità, pagati poco più di 8 centesi al chilo.
Bene quindi anche l’approvazione dell' emendamento sui voucher nel DL “Dignità” che riapre le porte – aggiunge Coldiretti Reggio Emilia - all’utilizzo dei voucher proprio a partire con le attività agricole di raccolta e vendemmia con i quali circa 10 mila posti di lavoro occasionale possono essere attivati in Emilia Romagna.
«Con il loro ritorno in agricoltura infatti – ha concluso Assuero Zampini – si riaffermano i principi originari senza gli abusi che si sono verificati in altri settori, anche perché nelle campagne i beneficiari erano e restano soltanto disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l’anno precedente, tra l’altro impiegati esclusivamente in attività stagionali».
La normativa che aveva sostituito i voucher – ricorda Coldiretti - è stata un vero flop in agricoltura dove ha fatto crollare del 98% in valore l’uso dei buoni lavoro innanzitutto per effetto di un eccesso di inutile burocrazia. Nel corso degli anni successivi l’agricoltura – sottolinea ancora l’organizzazione – è stata l’unico settore che è rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito) a differenza di altri settori.