AUMENTATI DI 10 VOLTE I TERRENI COLTIVATI A CANAPA SATIVA, NON È SOLO FUMO
Coldiretti Reggio Emilia: creata a Reggio Emilia la filiera ad uso farmaceutico. Nessun rischio per le aziende reggiane
In Italia nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati a cannabis sativa, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018 nelle campagne. A Reggio Emilia sono quasi 10 ettari seminati nel 2019 da cui si attende una produzione di circa 40-50 tonnellate. È quanto afferma la Coldiretti di Reggio Emilia nel commentare la decisione restrittiva presa dalle sezioni unite penali della Cassazione.
«A Reggio Emilia abbiamo creato una filiera per uso farmaceutico del raccolto della canapa sativa – commenta Assuero Zampini, direttore della Coldiretti di Reggio Emilia. Le nostre azienda agricole interessate alla coltivazione sono state inserite all’interno di un progetto sperimentale che prevede il ritiro del raccolto destinato poi all’industria farmaceutica e alla biomassa».
«Queste aziende – conclude Zampini – non incappano in nessuna conseguenza derivante dalla decisione restrittiva della Cassazione, perché sono protette dall’ambito operativo consentito dalla legge 242/2016. Sono sospese le vendite alle aziende che commercializzano con finalità ed usi estranei a quelli previsti dall’articolo 2, come ad esempio l’uso ricreativo o tecnico collezionistico».
«Ora su un tema così delicato è necessario l’intervento del Parlamento - ha ribadito Zampini, nel sottolineare la necessità di tutelare i cittadini senza compromettere le opportunità di sviluppo del settore con sempre più aziende agricole che vogliono investire nella coltivazione».
Non solo fumo, la coltivazione della canapa sativa in Italia riguarda soprattutto esperienze innovative, con produzioni che vanno dalla ricotta agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, dai cosmetici all’alimentare.
Tante sono infatti le varianti della canapa nel piatto, dai biscotti e dai taralli al pane di canapa, dalla farina di canapa all’olio, ma c’è anche chi usa la canapa per produrre ricotta, tofu e una gustosa bevanda vegana, oltre che la birra. Dalla canapa si ricavano oli usati per la cosmetica, resine e tessuti naturali ottimi sia per l’abbigliamento, poiché tengono fresco d’estate e caldo d’inverno, sia per l’arredamento, grazie alla grande resistenza di questo tipo di fibra. Se c’è chi ha utilizzato la canapa per produrre veri e propri eco-mattoni da utilizzare nella bioedilizia per assicurare capacità isolante sia dal caldo che dal freddo, non manca il pellet di canapa per il riscaldamento – continua Coldiretti – che assicura una combustione pulita.
È in realtà, rileva la Coldiretti, un ritorno per una coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia. Il declino, spiega la Coldiretti, è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un ombra su questa pianta..
«Oggi c’è un diffusa consapevolezza internazionale – conclude Zampini - delle opportunità che possono venire da queste coltura ed è pertanto necessario su un tema così delicato l’intervento del Parlamento».
Nota normativa
Canapa Sativa, chiarimenti dalle fonti normative primarie di Coldiretti Reggio Emilia
Con una sentenza che per quanto a sezioni unificate, lascia ancora tante domande irrisolte, la Corte di Cassazione ha deliberato un tanto atteso parere orientativo. Parere che in realtà, non sembra in grado di bene governare un settore in rapida ascesa e voluto da una Legge dello Stato Italiano, la 242 del 2016 sulla liceità della coltivazione e usi della Cannabis Sativa L. – che nulla ha a che fare con la cosiddetta Marijuana (Cannabis Indica).
Nel parere, che proibisce una vendita in quanto tale di infiorescenze e oli derivati dalla Cannabis Sativa L., rimangono però riaffermati gli usi ammessi dall’articolo 2 della legge 242, inclusi quelli cosmetici, alimentari, di semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori; materiale destinato alla pratica del sovescio e ai lavori di bioingegneria o bioedilizia, ma anche coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché' di ricerca da parte di istituti pubblici o privati o coltivazioni destinate al florovivaismo.
Inoltre la Corte Suprema ricorda che la proibizione riguarda soltanto parti di canapa aventi effetto drogante, ovvero, sulla base di un parere precedente espresso a sezioni riunite e quindi con valore di pari grado, solo qualora venga superato il valore dello 0,5% di THC.