“No al fondo unico Ue, la Pac resti a sostegno dei veri agricoltori”
Un’agricoltura viva, distintiva e radicata, capace di resistere alle difficoltà e guardare al futuro, ha bisogno di risorse mirate, riduzione della burocrazia e attenzione ai territori. È questo il messaggio che è emerso dall’Assemblea regionale di Coldiretti Emilia Romagna, che si è svolta nel Salone della Guardia della Prefettura di Bologna la settimana scorsa. A fare gli onori di casa il presidente regionale, Luca Cotti e il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri. Presenti anche Matteo Franceschini, presidente Coldiretti Reggio Emilia, Alessandro Corchia, direttore e i dirigenti delegati della Coldiretti reggiana.
L’assemblea è stata un’occasione per ripercorrere l’intensa attività che ha visto l’organizzazione impegnata su innumerevoli fronti.
Al centro del dibattito, al quale ha preso parte anche il presidente Franceschini, il futuro dell’agricoltura locale, italiana ed europea in un contesto sempre più complesso e il no all’accordo Mercosur in assenza di reciprocità e la necessità di una norma europea che contrasti tutte le pratiche sleali in agricoltura. Tra i nodi principali per l’agricoltura reggiana, portati all’attenzione del pubblico da Matteo Franceschini, spicca l’attenzione all’emergenza zootecnica della dermatite bovina, la situazione della peste suina africana e il settore vitivinicolo di cui non si possono ignorare le difficoltà, con un mercato 2024 che non ha dato i risultati sperati e i problemi fitosanitari hanno colpito pesantemente i nostri vigneti. All’interno del tema invasi e bacini di accumulo è stata portata all’attenzione anche la sfida tutta reggiana della realizzazione della diga di Vetto, con l’iter autorizzativo che sta procedendo.
Anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Alessio Mammi, presente all’assemblea, ha espresso viva preoccupazione e profondo disaccordo rispetto all’ipotesi dell’istituzione di un fondo unico che accorpi le politiche europee da parte della UE che “significherebbe la fine della PAC”.
“Dobbiamo essere tutti consapevoli di trovarci in un momento decisivo per il futuro dell’agricoltura europea e italiana” ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Luca Cotti. “Dopo la grande mobilitazione di febbraio 2024 a Bruxelles, tutto si è fermato. Abbiamo chiesto semplificazione – ha continuato Cotti - rispetto per il lavoro agricolo, una discussione seria sull’utilizzo degli agrofarmaci, la revisione della direttiva sulle emissioni, la reciprocità negli accordi internazionali ma anche all’interno dell’Europa. Invece, la Commissione europea ha cambiato direzione. Ci parlano di un ‘Fondo Unico’, in cui i fondi PAC e di Coesione vengono accorpati. Questo significa: meno trasparenza, meno certezze, più burocrazia. Ma, soprattutto, significa snaturare la PAC, togliendole la sua essenza agricola. Un attacco diretto alla nostra sovranità alimentare e produttiva. Lo diciamo chiaramente: Coldiretti è contraria al Fondo Unico. La PAC deve rimanere uno strumento dedicato all’agricoltura, alla sua competitività, al reddito degli agricoltori, all’innovazione
“Coldiretti – ha detto il direttore regionale, Marco Allaria Olivieri – per affrontare e accompagnare l’agricoltura verso l’innovazione per stare al passo con le imprese, di concerto con la Confederazione nazionale, sta mettendo in campo una serie di iniziative come il Polo dell’innovazione che ha l’obiettivo di dare una svolta verso l’alfabetizzazione informatica dell’agricoltura italiana, con attività mirate di orientamento tecnologico innovativo. Un progetto mai realizzato prima in Europa, che prevede il coinvolgimento di circa diecimila aziende agricole. In questa ottica è stato avviato il primo grande censimento sul livello digitalizzazione delle imprese agricole”.