Accolte le richieste di Coldiretti al centro della protesta contro i trafficanti di grano e a difesa del reddito delle imprese agricole italiane. Soddisfazione di Coldiretti
Coldiretti esprime soddisfazione per l’impegno assunto dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sui temi al centro della protesta, dopo la mobilitazione che ha portato 20mila agricoltori Coldiretti in piazza da Nord a Sud contro i trafficanti di grano e a difesa del reddito delle imprese agricole italiane.
Presente una delegazione di oltre cento produttori in rappresentanza dell’Emilia Romagna guidati dal presidente regionale di Coldiretti, Luca Cotti e dal Direttore Marco Allaria Olivieri.
Positivo l’annuncio del ministro sulla pubblicazione dei costi medi di produzione Ismea, per il Sud e per il centro Nord. Uno strumento essenziale per dare certezze, rafforzare i controlli e applicare in modo pieno la legge contro le pratiche sleali.
Coldiretti rimarca però che i costi di produzione non possono essere il prezzo: serve garantire un margine adeguato all’agricoltore. Produrre sotto costo come sta avvenendo ora mette a rischio il futuro delle aziende e del Made in Italy.
Bene anche l’impegno a istituire la Commissione Unica Nazionale (CUN) sul grano duro, richiesta da Coldiretti per superare le borse merci locali, fermare le speculazioni e costruire un meccanismo trasparente e partecipato di formazione del prezzo.
Coldiretti accoglie, inoltre, con favore l’annuncio di 40 milioni da destinare ai contratti di filiera con aiuto de minimis di almeno 100 euro all’ettaro, che rappresentano oggi lo strumento più concreto per dare stabilità e reddito agli agricoltori, coinvolgendo anche il mondo dei pastai in un impegno condiviso per la qualità e la trasparenza.
La protesta. Il Piano Coldiretti per il grano italiano
Per affrontare la situazione Coldiretti ha proposto un piano con sette richieste chiave, mirate a difendere l’agricoltura italiana da speculazioni, concorrenza sleale e logiche di mercato che penalizzano chi produce cibo.
- Istituzione immediata della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro, per superare le borse merci locali e fermare il meccanismo opaco che consente quotazioni artificialmente basse, spesso al di sotto dei reali costi sostenuti. Allo stesso tempo è necessario che Ismea pubblichi immediatamente i costi medi di produzione, in trasparenza e dando un riferimento certo per i controlli.
- Aumento fino a 40 milioni di euro del sostegno del ministero ai contratti di filiera pluriennali, che garantiscano un reddito equo e coprano 400mila ettari su 1,2 milioni di ettari di produzione totale.
- Blocco delle importazioni sleali, a partire da quelle di grano trattato con sostanze vietate in Europa, come il glifosate canadese o i pesticidi e fungicidi impiegati in Turchia e Russia. È inaccettabile che il nostro grano, prodotto nel rispetto delle regole europee, venga penalizzato da una concorrenza tossica che minaccia non solo la redditività ma anche la salute dei consumatori.
- Reciprocità delle regole, altro nodo chiave da sciogliere. È una delle battaglie storiche di Coldiretti che chiede che i prodotti agroalimentari importati da Paesi terzi rispettino gli stessi standard – ambientali, sanitari, di sicurezza e sociali – che valgono per gli agricoltori italiani ed europei. In gioco c’è la credibilità del sistema alimentare comunitario e la sopravvivenza delle nostre aziende. Altro punto importante l’obbligo di indicare l’origine del grano sulle confezioni di pasta in tutta Europa, come già avviene in Italia grazie alle battaglie vinte da Coldiretti. I consumatori hanno il diritto di sapere cosa mettono nel piatto. Solo la trasparenza può tutelare chi produce qualità.
- Più investimenti in ricerca, innovazione e sostegno alla transizione tecnologica, anche attraverso il coinvolgimento diretto del Crea. L’agricoltura del futuro ha bisogno di strumenti avanzati per migliorare rese, qualità e sostenibilità ambientale, mantenendo viva la competitività.
- Piano nazionale per gli stoccaggi e gli invasi, anche con nuovi contributi a sostegno degli investimenti legati all'irrigazione del settore cerealicolo per garantire riserve strategiche e sicurezza nelle forniture.
- Politiche concrete per la gestione dell’acqua e delle scorte agricole a tutela della sovranità alimentare e contro le speculazioni stagionali.