2 Marzo 2022
PRIMAVERE E QUARESIMA: DUE TEMPI DA ASCOLATARE

Pensiero per tutti i soci di Coldiretti Reggio Emilia di Don Angelo Guidetti, consigliere ecclesiastico

 

Noi agricoltori contempliamo il Creato e la Grazia della Pasqua per costruire “la pace” anche in un tempo di fuoco e di guerra armata.

 

In un mondo reso incandescente per ingiustizia e prepotenza palese, per la violazione di diritti e di doveri nel confronto del Creato e nella cura per la vita delle persone in ogni momento, la diplomazia dei potenti si è rivelata, ancora una volta, incapace di assicurare il rifiuto dell’uso delle armi. Una follia assurda e irrazionale.

In questa responsabilità siamo coinvolti tutti, come singoli e come comunità. Chiamati ad essere conformi ai sentimenti che furono di Gesù, “mite e umile di cuore”, “che non considerò un privilegio esclusivo l’essere Figlio di Dio”, abbiamo lasciato troppo spazio all’indifferenza, alla divisione, alla lotta delle diversità, alla possibilità e anche all’incremento e durata di tante guerre armate e non armate.

Davvero non c’è altra via che quella di Gesù per costruire “la Pace tutta intera”. È una Pace da aggiornare all’oggi e in ogni luogo con parole e opere di uomini e donne, umili e riconoscenti, che sanno di essere amati dal Signore e vogliono vivere come fratelli.

A questo scopo Gesù ha insegnato “la correzione fraterna”; gli apostoli l’hanno praticata e raccomandata.

La correzione fraterna è ascolto vicendevole, non condanna, è l’azione di un cuore umile, che accetta le proprie debolezze, sa che nessuno è impeccabile e nessuno ha tutta la verità. Sa che ha bisogno dei doni che sono nell’altro; è la forma di carità più feconda per rimanere nell’amore del Padre e dei fratelli. Essa trasforma il deserto dell’incomunicabilità in un giardino dai molti colori e il cuore, duro come un sasso, in un cuore tenero, come il ramo di fico in primavera.

Gesù per tutti ha parlato di Pace invitando ad attingere verità e sapienza dalla contemplazione e dall’ascolto del Creato; per i chiamati alla sapienza e alla vita nuova del Battesimo, la Pace è frutto della partecipazione consapevole e attiva all’Assemblea Eucaristica, memoriale per tutti della Pasqua del Signore.

Dall’ascolto del Creato impariamo a favorire la Pace perché ammiriamo quanta interazione c’è in un filo d’erba, in una pozza d’acqua, in una foresta e in una pianta da frutto! Chi può calcolare il numero di animali piccoli e grandi che popolano la terra, il cielo, le profondità del mare; quanto mistero nella loro empatia per la funzione di salvaguardia del proprio habitat, per la trasmissione della loro sussistenza e per la vita del creato!

Quanta gratuità c’è nel sole, nelle nubi, nella variazione delle stagioni, nel succedersi del giorno e della notte, nella varietà dei semi per la catena alimentare naturale!

Quanta responsabilità e quanto amore creativo per far fruttificare e distribuire i doni che vengono dalla terra madre di tutti!

Quanta saggezza nel contadino che al suono delle campane si ferma a Bene-dire Dio e a pregare perché Dio aiuti a distribuire il grande bene di Dio all’affamato!

Dalla partecipazione all’assemblea Eucaristica della domenica impariamo a non essere schiavi del lavoro; c’è un riposo preparato da Dio per contemplare, per rigenerarsi nelle intenzioni, per ricevere il compenso divino nella gratuità della relazione. Nessuno è solo nel suo lavoro ma dal suo lavoro riceve la dignità e l’attenzione di una comunità che gioisce in uno scambio reciproco.

Ascoltiamo quanta saggezza c’è nell’opera del seminatore che con larghezza semina nella sola certezza che se non semina oggi e non dona quel seme alla terra non si potrà raccogliere nell’estate e nell’autunno!

Impariamo quanta pazienza occorra per lasciare che la zizzania cresca insieme al grano buono e non correre il rischio di sradicare anche un solo stelo buono destinato alla vita! Quanta stoltezza nel ricco che costruisce magazzini per conservare il raccolto abbondante per sé e non pensa ad arricchire nella carità del Regno di Dio! Quanta gioia in Zaccheo che accogliendo l’amico Gesù impara che è dando che si riceve, è accogliendo che si è accolti, è perdonando che si è perdonati. Quanta grazia e quanto amore c’è nel pane spezzato che è presenza di Gesù che ci dona la sua vita per essere fratelli e figli di Dio oggi e nel regno del Padre.

E allora ritorniamo a contemplare e gioire per il Creato e ritroviamo l’Assemblea Eucaristica domenicale per ascoltare e ricevere il Pane spezzato per noi e imparare a spezzarlo quotidianamente ai fratelli.

Quaresima sia per tutti, uomini e donne amati dal Signore, tempo concreto riservato all’ascolto della Parola del Salvatore per nutrire pensieri e cuori della Pace di Dio e astenerci così dalla superbia della vita, dall’egoismo e dalla iniquità dei piaceri illeciti del peccato.

Riprendiamo a lodare il Signore nell’assemblea pasquale della domenica per acquisire uno stile di vita sobrio, giusto, solidale e misericordioso. Il perdono dato e ricevuto è un’esperienza fondamentale nella fragilità della nostra vita per conservare la coesione delle relazioni in ogni ambiente e in ogni stagione della vita.

In questa primavera della natura e nello spirito di Gesù risorto custodiamo il creato, rigeneriamo la vita nello Spirito Santo secondo la “Laudato sii”, abbiamo cura di vivere da “Fratelli tutti” nel “Gaudio del Vangelo”.

È il catechismo di una comunità che vuole riprendere a camminare insieme, guidati da Papa Francesco, che ci ha inviato come pastore l’Arcivescovo Giacomo Morandi perché ci indichi della bellezza che porta a vivere come figli di Dio.

 

 

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