27 Marzo 2019
SICCITA’, MALTEMPO E INCENDI…E SIAMO SOLO A MARZO

La mancanza di acqua nei terreni, nei laghi e nei fiumi, che preannunciava una stagione drammatica, sta iniziando a mostrare i primi effetti negativi.
                  
L’andamento anomalo di quest’anno conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano – dichiara la Coldiretti di Reggio Emilia – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità che mette a rischio soprattutto i boschi creando le condizioni per il divampare di roghi.
Sono circa 600 mila ettari di superficie boschiva della nostra regione, ricorda la Coldiretti di Reggio Emilia, cresciuta del 20% negli ultimi trent’anni, numeri che la collocano tra le regioni con il più alto indice di boscosità in Italia. Solo il Parco dell’Appennino Tosco Emiliano copre una superficie complessiva pari a 22.792 ettari.
«Il perdurare della siccità oltre a favorire lo sviluppo degli incendi – dichiara commenta il direttore della Coldiretti di Reggio Emilia Assuero Zampini – costituisce un’ulteriore aggravante. La mancanza di acqua nei torrenti e nei bacini rende più difficoltose le operazioni di contenimento degli incendi e di attingimento dell’acqua che deve essere recuperata nel Golfo del mar Ligure».

Uno sconvolgimento che impatta duramente anche sull’attività agricola.
«La fienagione è completamente sfasata – commenta il direttore Zampini. La raccolta del mese di Maggio, il fieno del primo taglio, che è sempre stata quella più ricca e di migliore qualità, è seriamente a rischio nei territorio di montagna e della val d’Enza. Il fieno di queste zone è destinato totalmente all’alimentazione delle bovine da latte per Parmigiano Reggiano».
La presenza degli agricoltori sul territorio, con il lavoro di cura di terreni coltivati e aree boschive, è fondamentale per la prevenzione degli incendi - sottolinea Coldiretti. Le imprese agricole con le attività di manutenzione e gestione fungono da vere e proprie sentinelle del territorio per prevenire l’insorgenza di nuovi episodi e segnalare con tempestività l’accensione di nuovi focolai.

La mancanza dell’acqua allontana persone e attività, mettendo a rischio oltre all’intero comparto economico e sociale anche il persistere di quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli.
«Continuare ad evitare di raccogliere l’acqua quando c’è – continua il direttore di Coldiretti Reggio Emilia – porta ormai evidenti conseguenze negative al settore agricolo ma, purtroppo, la siccità è anche un problema globale, primo tra cui l’approvvigionamento idrico ad uso civile».
«È difficile pensare – conclude il direttore di Coldiretti Reggio Emilia – che ci sia la volontà di continuare a contrastare politiche volte al raggiungimento dell’equilibrio idrico».

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Approfondisci

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi