Se la neve in montagna è positiva per ripristinare le scorte idriche e quindi buona risorsa per la nostra agricoltura quando arriva all’inizio di maggio può non essere solo utile.
Infatti il maltempo di questi giorni, che non ha causato particolari danni all’agricoltura di pianura, ha invece messo in difficoltà l’agricoltura di montagna per le quali ancora sono da verificare gli effetti sul dissesto idrogeologico al completo scioglimento della neve.
In particolare è grave la situazione per le coltivazioni di cereali e di foraggio che sono stati allettati sotto il peso della neve e per i quali si prospettano perdite di quantità e aumento dei costi per la raccolta. Prossimamente si potrà meglio quantificare la perdita produttiva sui cereali e foraggi
«In pianura le precipitazioni, che si aggirano circa intorno ai 50 millimetri - commenta Assuero Zampini, direttore della Coldiretti reggiana - attenuano i problemi derivanti dalla carenza idrica salvando vigneti e frutteti dalla necessità di irrigazioni anticipate. Ciò che preoccupa maggiormente per l’agricoltura di pianura è l’allettamento del grano che per il vento e la violenza delle precipitazioni si è sdraiato così come per il foraggio per quale saranno più difficoltose le operazioni di raccolta. Le temperature sono previste in risalita per cui il pericolo gelo dovrebbe essere scongiurato. I monitoraggi eseguiti ieri nei frutteti e nei vigneti la temperatura non è mai scesa sotto i 2 gradi».