28 Maggio 2019
ACCORDO MERCOSUR, PRIMO TEST DIFESA MADE IN ITALY

Europee

ACCORDO MERCOSUR, PRIMO TEST DIFESA MADE IN ITALY

Coldiretti Reggio Emilia: in gioco c’è anche la tutela del Parmigiano Reggiano.

Il primo banco di prova dell’Unione Europea sulla volontà di difendere l’agricoltura e il Made in Italy è la trattativa commerciale con i Paesi del mercato comune dell’America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (Mercosur).
È quanto afferma la Coldiretti a ridosso della chiusura delle urne e del Consiglio Affari Esteri dell’UE, che si terrà a Bruxelles e che dovrebbe discutere di nuove concessioni nell’ambito dei negoziati Mercosur per una chiusura da parte della Commissione entro metà luglio.
«A preoccupare – commenta il direttore della Coldiretti di Reggio Emilia Assuero Zampini – non sono solo le agevolazioni concesse a prodotti come la carne dal Brasile che per gli allarmi alimentari si è classificata nella black list dei prodotti più pericolosi in Italia, ma anche il rischio di legittimare il falso Made in Italy nel mondo con il via libera alle imitazioni dei prodotti più tipici. Nel negoziato – continua Zampini – su un totale di 297 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea è stata proposta una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su molte sono state già presentate opposizioni, a partire dal Parmigiano Reggiano. Il rischio è che siano tutelate meno del 10% delle specialità Made in Italy  – continua la Coldiretti -, assicurando così il benestare Ue in una realtà dove la produzione locale del falso è già tra i più fiorenti del mondo».
Vale la pena ricordare – sottolinea la Coldiretti che il manzo refrigerato e il pollame dal Brasile si sono classificati, per i casi di Escherichia Coli-Shigatoxin, nella top ten dei cibi più pericolosi per il numero di allarmi alimentari che hanno fatto scattare in Italia nel 2018 secondo le elaborazioni Coldiretti su dati RASSF. Ma i Paesi del Mercosur – continua la Coldiretti - hanno chiesto maggiori concessioni nel settore dello zucchero che potrebbero aumentare le difficoltà della produzione comunitaria e lo stesso discorso vale per il riso, dove la Commissione potrebbe aumentare il contingente tariffario da 45.000 a 80.000 tonnellate tra riso semigreggio e riso semilavorato. Ma preoccupano anche le aperture sugli agrumi, specie considerano le problematiche fitosanitarie dei prodotti provenienti dagli stati sudamericani contaminati da Black-spot o Macchia nera, una malattia non presente in Europa dove – sostiene la Coldiretti - rischia così di diffondersi con effetti disastrosi.
«La pretesa di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi è inaccettabile perché rappresenta un inganno per i consumatori ed una concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori» ha concluso Zampini nel sottolineare che «è anche necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute».

Sono quasi 50 anni che nell’ambito della Commissione Europea la responsabilità del settore primario non viene assegnata all’Italia che è il primo Paese dell’Unione per valore aggiunto agricolo ma anche per qualità delle produzioni. È quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per l’annuncio del vicepremier Matteo Salvini di voler puntare sull’agricoltura nella scelta dei commissari europei.

«Auguriamo buon lavoro ai nuovi europarlamentari, Alessandra Basso ed Elisabetta Gualmini, e a coloro che sono stati riconfermati come Paolo De Castro ed Herbert Dorfmann – conclude la Coldiretti reggiana. Ci auguriamo che i nostri rappresentanti in Europa tutelino il made in Italy. L’Italia, grazie al pressing della Coldiretti, è all'avanguardia in Europa per la trasparenza delle informazioni sulle etichette degli alimenti ma questo primato rischia di essere cancellato dall’entrata in vigore nell’aprile 2020 delle norme europee fortemente ingannevoli per i consumatori».

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