18 Agosto 2019
BREXIT: COLDIRETTI, CON 1/3 CIBO DA UE RISCHIO PANICO SU SCAFFALI UK

A spaventare – sottolinea la Coldiretti – sono gli effetti degli eventuali i dazi e dei ritardi doganali che scatterebbero con il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’Unione Europea. La Gran Bretagna – evidenzia la Coldiretti – produce appena la metà del cibo che consuma ed è costretta pertanto a ricorrere alle importazioni dall’Unione Europea (30%), dalle Americhe (8%), dall’Africa (4%), dall’Asia (4%), da altri paesi del mondo.
 
L’Italia – precisa la Coldiretti - ha importanti relazioni nell’agroalimentare con forniture che nel 2018 hanno raggiunto i 3,4 miliardi di euro e classificano la Gran Bretagna la quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese nell’agroalimentare. Dopo il vino che complessivamente fattura sul mercato inglese quasi 827 milioni di euro, spinto dal boom del Prosecco Dop con 348 milioni di euro, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna c’è proprio l’ortofrutta fresca e trasformata come i derivati del pomodoro con 234 milioni, ma rilevante – continua la Coldiretti - è anche il ruolo della pasta, dei formaggi e dell’olio d’oliva. Importante anche il flusso di Grana Padano e Parmigiano Reggiano per un valore attorno ai 85 milioni di euro. 
 

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