«Per risolvere il problema della presenza dei cinghiali nelle zone collinari – dichiara Assuero
Zampini, direttore Coldiretti di Reggio Emilia – è necessario intervenire sul numero dei capi
presenti in montagna».
È da tempo che la Coldiretti reggiana ha denunciato l’emergenza provocata dalla considerevole
presenza dei cinghiali nei territori montani e collinari dove gli agricoltori, ormai esasperati, trovano
il raccolto distrutto.
Coldiretti ha da tempo segnalato all’Atc4, Ambito territoriale di caccia montagna, la grave situazione
di danni estesi anche ai territori collinari sia per il settore agricole sia per la sicurezza
dei cittadini chiedendo azioni di contenimento con azioni specifiche di selezione.
«Intanto cogliamo con favore lo stanziamento di fondi per la manutenzione degli impianti di
prevenzione e recinti sulle semine – continua Zampini. Ad esempio la Germania per tutelare la
salute degli allevamenti e impedire la diffusione di malattie dagli animali selvatici a quegli allevati
ha intensificato la caccia al cinghiale innalzando a 80mila i capi da abbattere all’anno finanziando
gli abbattimenti».
Il problema dei selvatici è stato sollevato e presentato dagli agricoltori anche all’incontro con il
Ministro Delrio per rimarcare la necessità di interventi urgenti che ha raccolto e condiviso.
Se i prati coltivati continueranno ad essere gravemente danneggiati dai cinghiali e dagli altri
ungulati il rischio è che le aziende agricole non riescano ad arrivare alla produzione del 50% di
foraggio aziendale così come richiesto dal nuovo disciplinare del Parmigiano Reggiano, pensato
appositamente per incrementare il legame tra prodotto e territorio.
23 Febbraio 2018
CINGHIALI: MISURE CONCRETE PER CONTENERE I DANNI