La Protezione civile è quella realtà che, in momenti critici per il Belpaese, è stata in grado di garantire soccorsi immediati alle popolazioni in difficoltà: dall’alluvione di Lentigione fino allo sciame sismico di terremoti del 2012.
Nelle emergenze tutte le attività sono importanti e fondamentali per il ripristino della normalità e tra queste sicuramente il cuore pulsante è la cucina con l’importante lavoro del Gruppo Cucina Protezione Civile, che nelle emergenze è il primo ad allestire e l’ultimo a lasciare i campi, garantendo migliaia di pasti caldi a tutte le persone che stanno vivendo una situazione drammatico.
Per una corretta gestione alimentare e somministrazione “d’emergenza” è necessaria la massima preparazione ed in questo la Protezione Civile di Reggio Emilia ha trovato un partner nella Coldiretti reggiana che, nel solco di una più ampia collaborazione su diversi fronti, ha messo a punto un corso di formazione sulla sicurezza alimentare che si è svolto a Baiso lo scorso sabato e domenica ed è stato partecipato da circa una trentina di volontari.
«Garantire la sicurezza alimentare e rafforzare le buone pratiche di produzione degli alimenti a partire dalle aziende agricole è da sempre uno degli obiettivi di Coldiretti Reggio Emilia – commenta il direttore Assuero Zampini. Per perseguire queste finalità la struttura si è dotato di un servizio specifico che organizza con regolarità momenti informativi e formativi trattando tra gli altri anche i temi dell’etichettatura, dell’origine dei prodotti, e della somministrazione».
È su questa scia che si è attivato il corso di formazione dei volontari del Gruppo Cucina della Protezione Civile di Reggio Emilia.
«Durante la gestione di una crisi bisogna essere pronti a garantire cibo sicuro - commenta Volmer Bonini, presidente del Coordinamento di Protezione Civile. Spesso i volontari del Gruppo cucina operano in condizioni operative critiche, con carenza di infrastrutture e dotazioni di base minime. Ma anche in tali circostanze il cibo, che assume un valore altamente simbolico legato al senso di normalità e di casa, deve mantenere il principale requisito della sicurezza».
«Tutto il nostro personale volontario deve essere massimamente consapevole dei potenziali rischi posti da temperature di conservazione e trasporto degli alimenti inadatte, da manipolazione inadeguata e da eventuali contaminazioni crociate – commenta Corrado Finardi, responsabile Sicurezza alimentare di Coldiretti Reggio Emilia e relatore del corso. Il tema degli allergeni è poi un altro aspetto da non dimenticare, in un momento delicato, in cui si fatica a fornire i più elementari supporti informativi (menù, etichette, etc) e con il personale di somministrazione che può fare la differenza e deve essere organizzato alla perfezione».
Il corso si è arricchito di un modulo relativo alla gestione delle preparazioni alimentari in casi di celiachia curato in collaborazione con Aic, associaizone celiaci, e da un modulo pratico condotto dallo Chef Gianni Brancatelli di Agricucina Bottega Italiana.
Una sinergia naturale quella tra Coldiretti e Protezione Civile, basata proprio sulla tutela del bene comune e delle comunità, che proseguirà con una vera e propria collaborazione su HACCP e autocontrollo, audit e operazioni di verifica e monitoraggio, al fine di essere sempre pronti.
31 Ottobre 2018
SICUREZZA ALIMENTARE, PROTEZIONE CIVILE E CUCINA DI EMERGENZA