12 Giugno 2017
CONTRAFFAZIONE

È il 31% degli italiani a ritenere che i casi di frode e contraffazione alimentare dovrebbero essere puniti con l’arresto e il 54% li ritiene fatti gravissimi per il Paese. È questo quanto emerge dall’Indagine Coldiretti/Ixe’ sulla base dei dati divulgati dal Censis sul mercato del falso in Italia che vale 6,9 miliardi dei quali 1 miliardo di euro negli alimentari, pari al 14,8%. «Al danno economico ed occupazionale si aggiunge quello di immagine con la presenza sul mercato di prodotti di imitazione che non hanno le stesse caratteristiche qualitative di quelli originali e in alcuni casi, soprattutto per i prodotti alimentari e farmaceutici, i rischi – sottolineano i vertici della Coldiretti reggiana - riguardano anche la salute dei potenziali acquirenti».
«Le scelte di trasparenza con l’etichettatura obbligatoria – continuano Amendolara e Zampini - sono importante per essere più forti anche nella lotta all’agropirateria internazionale sui mercati esteri dove i formaggi Made in Italy hanno fatturato ben 2,3 miliardi (+5%) nel 2015».
Accanto ad esperienze positive di successo la Rete viene usata spesso come porto franco e diviene uno dei canali ideali per la diffusione delle contraffazioni e delle frodi con la vendita dei kit per il vino in polvere “Fai da te” con false etichette dei migliori vini Made in Italy e dei kit per il falso parmigiano reggiano.
«Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolose le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato come opportunamente previsto dalla proposta di riforma delle norme a tutela dei prodotti alimentari, presentata al Ministro della Giustizia Andrea Orlando dalla Commissione per l’elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare presieduta da Giancarlo Caselli”.

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