Consorzio bonifica
I morti sono risorti: svelati i segreti dei presunti brogli elettorali
I morti sono risorti o quanto meno camminano. Lo scrive Coldiretti Reggio Emilia in merito a tutte le polemiche che ci sono state sui presunti brogli elettorali del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. Il presidente della lista “Bonifica e Suolo”, Ugo Franceschini ha preso visione, coadiuvato da un team di esperti, degli atti in base ai quali il Comitato amministrativo ha deciso di annullare le elezioni.
La vicenda che ha fatto più scalpore, il presunto voto di un morto – ricorda Coldiretti – è una solenne bufala in quanto, come risulta correttamente dai verbali di seggio, quella del presunto morto è solo un caso di omonimia. In pratica un votante vivo e vegeto ha votato e per sbaglio ha firmato nella casella di un morto con il suo stesso nome. L’anomalia è stata subito sanata dal presidente di seggio, che ha fatto firmare il votante nella casella giusta. Non c’è nessun voto del morto – commenta Coldiretti – ma il voto di un vivo, perfettamente valido e come tale confermato dal presidente di seggio, anche se alla stampa proprio un membro del Comitato Amministrativo del Consorzio di Bonifica aveva fornito ben altre informazioni.
In quanto al numero delle schede che non corrisponderebbe al numero dei votanti – rileva Coldiretti – si tratta di palesi errori di conteggio delle schede, anche questi sanati dal presidente di seggio. Ad esempio nel seggio nr 10 di Reggio città erano state predisposte 2.900 schede, ma per un errore di trascrizione sono state computate 2.600 schede. Nelle operazioni di riscontro dei votanti, la somma delle schede votate e delle schede residue risulta esattamente 2.900, cioè il reale numero delle schede predisposte.
Queste sono solo la punta dell’iceberg di una situazione che – sottolinea Coldiretti – ha invece la sua anomalia maggiore nel ruolo svolto proprio dal Comitato Amministrativo che si è trasformato in una commissione d’inchiesta, ruolo che non gli compete assolutamente, e che ha preteso di esercitare un controllo sui verbali dei presidenti di seggio (che sono atti di pubblici ufficiali) non previsto da alcuna norma statutaria.
A conferma di ciò, Coldiretti cita l’esempio dell’erede di un morto, con regolare atto di successione, ammesso correttamente al voto dal presidente di seggio, ma che successivamente ha visto il suo voto finire tra quelli anomali perché il Comitato Amministrativo ha deciso che in quel caso occorreva l’autocertificazione dell’erede, documento non previsto da nessun regolamento. Ancor più incredibile la decisione, sempre del Comitato Amministrativo, di considerare non valido il voto di un parroco, presente come tale anche sul sito della diocesi, ammesso al voto dal presidente di seggio e annullato dal Comitato Amministrativo che ritiene non sia un parroco, come se il Comitato Amministrativo avesse il potere di invalidare ciò che è stato già verbalizzati dai presidenti di seggio. Sarebbero poi tutte da discutere la decisione del Comitato Amministrativo di dichiarare “anomalie” alcune decine di casi di voti di consorziati in cui il presidente di seggio ha annotato a margine della delega: cognome, nome, numero, data e Comune di rilascio della carta d’identità del delegante. Si tratta – commenta Coldiretti – di evidenti casi di persone che, sprovviste di fotocopiatrice, hanno affidato la propria carta d’identità al delegato e il presidente di seggio le ha correttamente ammesse al voto.
Non solo il Comitato Amministrativo ha svolto un ruolo che non gli compete per legge – ribadisce Coldiretti – ma c’è da considerare che ben quattro membri su cinque di detto Comitato sono rappresentanti delle organizzazioni appartenenti alla lista perdente.
Di fronte all’annullamento delle elezioni da parte del Comitato e di fronte al rigetto dell’opposizione estremamente motivata fatta dalla Lista 2 – commenta Coldiretti – alla luce delle voci di commissariamento da parte della Regione, risulta evidente che gli atti compiuti dal Comitato amministrativo, compresa la convocazione del Consiglio per indire nuove elezioni, sono stati quanto meno discutibili.
A questo punto ci auguriamo che la nomina del commissario ristabilisca verità e trasparenza oltre che ridare operatività ad un organismo che ha un ruolo fondamentale nel gestione del territorio, come il consorzio di bonifica.