La cimice asiatica ha attaccato pesantemente gli alberi di pero nella provincia di Modena e, seppur in quantità minore, anche a Reggio Emilia. Sta danneggiando gravemente il prodotto con perdite pari al 20-25%.
I territori di Reggio Emilia ricadono nelle 5 aree riconosciute dall’Indicazione Geografica Protetta, insieme a Modena, Ferrara, Bologna e Ravenna. Questa area produce il 65% dell’intera produzione italiana di pere e coltivate secondo uno specifico disciplinare di produzione volto ad esaltarne i requisiti di qualità e salubrità.
«Colpendo nel cuore del comprensorio di produzione della pera Emilia Romagna Igp – commenta il direttore di Coldiretti Reggio Emilia Assuero Zampini - la cimice asiatica sta mettendo a repentaglio una delle produzioni di eccellenza del nostro territorio, colpendo un mercato già in crisi anche a causa della presenza massiccia di pere sud americane, dal gusto insipido, antecedenti la campagna di raccolta locale».
La cimice asiatica, presente sul nostro territorio da alcuni anni, è una specie nuova con cui fare i conti. È altamente dannosa per i frutteti, in particolare pero, melo e pesco, ed in rapida diffusione.
«È necessario attivare tutte le azioni per contrastare questo insetto – continua Zampini - nel massimo rispetto del territorio e della qualità delle produzioni. Stiamo programmando incontri con tecnici e con il consorzio Fitosanitario per avviare le necessarie misure di contrasto».
La superficie coltivata a Reggio Emilia nel 2014 copriva circa 370 ettari e nel 2015 si registra una diminuzione che fa scendere la superficie coltivata a meno di 350 ettari. La produzione stimata per il 2015 è di circa 100 mila quintali contro gli oltre 110 mila dello scorso anno.
«Ogni due ettari di superficie coltivata a pere estirpata rappresentano un posto di lavoro in meno – conclude Zampini – oltre ad un reddito aziendale sempre più a rischio».