12 Ottobre 2014
Cosa ne facciamo di questi contadini dei mercati?

Valorizzare e promuovere i prodotti tipici del territorio. È questo lo scopo di tutta la normativa che ha sostenuto l’avvio dei mercati contadini in Italia, ripercorrendo esperienze diffuse e di successo consolidate nei centri urbani degli Stati Uniti.
Coldiretti è riuscita a convincere nel 2009, un anno e mezzo dopo l’approvazione del decreto, anche il Comune di Reggio Emilia dell’importanza di questa forma di vendita sia per il mondo agricolo sia per l’intero bacino dei consumatori. Da giugno 2009, infatti, piazza Fontanesi è stata scenario di un mercato del Contadino sempre più fiorente, frequentato da molti cittadini e partecipato da agricoltori appartenenti a tutte le associazioni di categoria. Sulla stessa piazza è presente al contempo, non contrassegnato in alcun modo, un mercato del biologico che segue normative differenti ed ha modalità di partecipazione differenti. Questa convivenza, negli anni, ha creato non poca confusione negli attenti consumatori aggiornati sul fatto che gli agricoltori del mercato contadino possono essere solo locali e vendere solo il loro prodotto con una integrazione del 20% solo per altri prodotti comunque agricoli.
Coldiretti e Campagna Amica hanno in essere delle procedure di controllo certificate che vanno a verificare l’origine del prodotto e la natura dell’azienda agricola accredita al circuito Campagna Amica e tra queste sono comprese le aziende che partecipano ai mercati contadini, che ricevono controlli supplementari direttamente sulla piazza.
Coldiretti ritiene indispensabili ed imprescindibili tutte le azioni a tutela della sicurezza del consumatore e le valuta come un utile strumento per combattere la battaglia della “qualità” e della trasparenza e un valido aiuto per potersi fidare di ciò che si compra. Ed in questa logica ben vengano le azioni da parte di tutti gli enti preposti ai controlli.
Detto questo, alla luce del blitz dell’Asul di ieri al mercato, Coldiretti si chiede: quanti consumatori, produttori, turisti, appassionati delle tradizioni, bambini, quante persone apprezzeranno fiere, sagre e mercati senza poter vedere come si spacca una forma di Parmigiano Reggiano e come avviene il delicato taglio di questo storico prodotto conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo??? Ben pochi!
Per tutelare il consumatore e al contempo preservare il reddito degli agricoltori Coldiretti è da tempo che sollecita momenti di incontro con il settore veterinario dell’Ausl per capire e definire dettagliatamente quali sono le condizioni igienico sanitarie obbligatorie per ogni singolo prodotto posto in vendita al mercato. Un incontro evidentemente necessario ed urgente non solo per raccogliere le giuste raccomandazioni ma anche per condividere le finalità del mercato contadino e le sue peculiarità.
Il consumatore apprezza il contatto diretto con l’agricoltore, scopo principale di questa formula di vendita, dal quale può ricevere indicazioni sulle modalità di produzione, sulle caratteristiche del prodotto e sulla sua origine.
I produttori hanno fatto grandi investimenti per adeguare i propri laboratori aziendali e le prassi di trasformazione degli alimenti così come giustamente previsto dalle norme. Le aziende si sono dotate di superfici lavabili, attrezzatura in acciaio inox, guanti, lavandino con acqua corrente per le attività sul mercato; il tutto per garantire il consumatore.
A questo punto, senza prescindere dalla sicurezza alimentare avanti ad ogni cosa, un confronto chiaro diventa imprescindibile per garantire un futuro a questa forma di vendita che ha prima di tutto un valore sociale oltre ad un importante valore economico.
Non dovremo, forse, arrivare al paradosso che gli agricoltori si presentino al mercato contadino unicamente munti del proprio gazebo, tavolo, taglieri lavabili, registratori di cassa, lavandini, manuale di corretta prassi igienico sanitaria, modulo per la vendita diretta, elenco dei prodotti posti in vendita e lascino in azienda il prodotto?
Cosa ne facciamo dunque di questi Contadini? Di quelli che rispettano le regole anche a scapito di una concorrenza sleale, di quelli che producono con attenzione, che fanno investimenti per adeguarsi alle nuove norme? E di quelli che, non certo eroi, ma preservano il territorio e l’ambiente per tutti, di quelli che tutelano la nostra storia e le nostre tradizioni? Le Istituzioni, soprattutto nei momenti di crisi economica come questa, dovrebbero accompagnare le imprese e sostenere quella spinta imprenditoriale che ha fatto grande la nostra terra.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Approfondisci

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi