Hamburger sintetico
I reggiani lo preferiscono di carne
Tre italiani su quattro non mangerebbero mai l’hamburger in provetta.
A Reggio Emilia un’azienda agricola vende in media alla settimana 100 kg di hamburger di scottona e 60 kg di hamburger di bufalo
Tre italiani su quattro, il 73%, non mangerebbero mai i 142 grammi dell’hamburger in provetta cotto e fatto assaggiare in uno studio televisivo a Londra in base all’ultima indagine Eurobarometro. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’esperimento di degustazione del primo hamburger creato coltivando in laboratorio cellule staminali prelevate dal muscolo di un bovino.
Al mercato contadino del sabato mattina a Reggio Emilia, l’azienda agricola Toaldo, che alleva bovini a Novellara e vende carne, consegna in media 200 hamburger di scottona nelle borse dei reggiani ed altri 400 li vende durante la settimana nel punto vendita.
«I nostri hamburger non hanno niente da invidiare ad una bistecca o una costata come qualità della carne – commenta Lorenza Toaldo, imprenditrice dell’azienda agricola. Li prepariamo infatti tutti i venerdì sera solo con carne scelta dei nostri vitelloni, di cui garantiamo origine e alimentazione. Sono buoni perché è buona la nostra carne».
Anche per la carne di bufalo la scelta dell’hamuberg è diventata vincente infatti sono circa 500 gli hamburger che l’azienda Il Girasole vende settimanalmente a locali e privati.
«Usiamo solo la carne della parte anteriore dell’animale, senza aggiungerne farine o addensanti. È un modo per ottimizzare al meglio la carne dell’animale che non può essere trasformato solo in bistecca».
Gli hamburger preparati dalle aziende Campagna Amica uniscono la genuinità della buona carne locale alla praticità di una cucina veloce, pronti in 3 minuti in padella. Ulteriore esempio che gli acquisti direttamente dal produttore agricolo sono garanzia di qualità e salubrità.
All’hamburger sintetico, i cui assaggi non sono stati particolarmente gratificanti, è stato aggiunto succo di barbabietola rossa e zafferano per assicurare il giusto colore e per garantire un miglior sapore sale, uova in polvere e pane grattugiato. La realtà è che, nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni genetiche effettuate su animali e vegetali in laboratorio (dal supersalmone ad accrescimento rapido al riso ipervitaminico fino al latte materno da mucche transgeniche), rimane giustamente elevato - sostiene la Coldiretti – il livello di scetticismo dei cittadini. Per questo, come hanno dimostrato le esperienze del passato le innovazioni in un settore come quello alimentare, particolarmente esposto ai rischi per la salute, devono percorrere - conclude la Coldiretti - la strada della naturalità e della sicurezza.