Fare agricoltura in montagna è di per sé difficile e se alle difficoltà territoriali si aggiungono le difficoltà arrecate dalla forte presenza di animali selvatici la situazione diventa insostenibile.
La densità di animali come lupi e ungulati nelle zone montane procura gravi danni agli allevamenti agricoli che richiedono interventi mirati alla salvaguardia del proprio bestiame e delle proprie produzioni. Per far fronte alle segnalazioni che nel 2011 hanno registrato forti danni causati dai lupi e concentrati negli allevamenti di pecore, si rendono necessari piani di controllo per instaurare e preservare l’equilibrio auspicabile per un settore come quello agricolo che ad oggi rappresenta il reale valore aggiunto sociale, ambientale ed economico della zona.
“Le azioni già attivate sulle aree montane esterne al Parco per i danni da ungulati, in concerto con Provincia e Atc, hanno dato buoni risultati – commenta il direttore della Coldiretti reggiana Giovanni Pasquali – Ora è fondamentale attuare interventi a favore della sostenibilità delle aree montane in questa direzione.”
Coldiretti da sempre affronta il problema ungulati, con attenzione alla tutela delle proprie aziende e al contempo alla necessità di vigilare sulla biodiversità.
Aspetti ed obiettivi sicuramente prioritari anche nelle decisioni e politiche del sistema degli enti preposti. Grazie infatti agli interventi effettuati, se per i caprioli è stato raggiunto un equilibrio tra densità e superficie, così non è per altri animali quali cervi, attualmente stimati in 500 capi, e cinghiali, la cui presenza, in costante aumento, crea enormi danni alle produzioni agricole.
Si auspica, in collaborazione con organizzazioni, organi preposti, Provincia e Atc, di poter trovare soluzioni definitive alle problematiche che affliggono l’area montana.
29 Luglio 2011
AREA MONTANA: AUMENTO DANNI LUPI E UNGUALATI