26 Febbraio 2010
REGGIO EMILIA, TASK FORCE COLDIRETTI IN AZIONE

Le aziende agricole Coldiretti, nel loro ruolo multifunzionale sul territorio, sono pronte a svolgere la sorveglianza necessaria a per tenere sotto controllo lo stato dell’inquinamento, verificare il rispetto del divieto di utilizzare acqua, attuare interventi di prevenzione e segnalare le situazioni di rischio alle autorità competenti per fronteggiare l’emergenza che si è venuta a creare per colpa dello sversamento nel fiume Lambro da 3 a 5 mila tonnellate di idrocarburi provenienti da un impianto industriale che arriveranno nelle acque della nostra provincia in nottata. Un'emergenza fortunatamente limitata nelle conseguenze che però mette in pericolo un intero ecosistema di interesse agricolo, naturalistico, ambientale ed economico e solleva delicati problemi per quanto riguarda la perturbazione degli equilibri ambientali e idrografici dell’area padana, dove si coltiva ed alleva un terzo del made in Italy alimentare.
“L’acqua del fiume Po contribuisce alla realizzazione di tutte le produzioni agricole locali e da vita alle tipicità per cui la nostra provincia, e tutta l’area del bacino del fiume, è famosa in tutto il mondo – commenta il presidente della Coldiretti Marino Zani, nonché presidente della Bonifica dell’Emilia Centrale. Queste emergenze, nella loro criticità, riportano all’attenzione di tutti la necessità di tutelare l’ambiente e le risorse idriche per ottenere dei prodotti di qualità e dimostrano la necessità di cambiare l’approccio al rischio ambientale in un’area in cui sono presenti insediamenti caratterizzati da un elevato indice di impatto ambientale”. Fortunatamente non ci sono rischi per gli alimenti in tavola e danni alle coltivazioni perché con il periodo invernale sono ridotte al minimo le produzioni presenti nei campi che peraltro non necessitano in questo momento di irrigazioni per le intense precipitazioni che si sono verificati nei giorni scorsi. La situazione meteorologica risulta infatti favorevole poiché non sono previsti eventi atmosferici rilevanti che possono alterare il livello del fiume consentendone il deflusso delle acque verso il mare evitando la sedimentazione dei residui inquinanti nel suolo e soprattutto la percolazione nelle falde più profonde.
Il bacino del fiume Po è il bacino idrografico più grande d'Italia con una superficie che si estende per oltre 71.000 chilometri quadrati, un quarto dell'intero territorio nazionale, interessando 3.200 comuni e sei regioni. I comuni reggiani rivieraschi si caratterizzano per una spiccata vocazione vitivinicola, Brescello e Guastalla producono oltre 80 mila quintali di uva, il 6% della produzione provinciale. A Luzzara e Gualtieri hanno principalmente sede aziende zootecniche che producono circa 300 mila quintali di latte per Parmigiano Reggiano, uguale al 6% della produzione provinciale. Nell’area di golena reggiana è storicamente diffusa la pioppicoltura che nel reggiano ha avuto un primato regionale di oltre 2mila ettari coltivati sino al 2000 per poi subire una riduzione di oltre il 50%. Sono pari a 150 milioni di m³/anno i prelievi idrici totali per usi irrigui nella nostra provincia che servono le colture di tutta l’area agricola compresa nella fascia tra il fiume Po e l’asse della via Emilia. “Se questo sversamento si fosse prodotto nel periodo estivo – continua Zani - avrebbe compromesso notevolmente tutte le nostre produzioni. Nello stato attuale delle cose,  pur considerato l’evento serio, le condizioni in gioco hanno contenuto al minimo i possibili danni. Inoltre il Po in questo momento non è in piena e contribuisce ad evitare l’inquinamento della parte iniziale dei suoi affluenti”.

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