Risponde alle richieste di Coldiretti e Filiera Italia di valorizzare il digestato per rendere l’Italia più autosufficiente. È tempo di passare dalle parole ai fatti.
Con la guerra in Iran che sta impattando pesantemente sui prezzi di gasolio e fertilizzanti, la spinta del Consiglio Ambiente Ue allo sviluppo di biocarburanti e concimi agricoli rappresenta un segnale politico importante. Risponde inoltre alle richieste di Coldiretti e Filiera Italia di valorizzare il digestato come alternativa ai fertilizzanti di sintesi e sottoprodotti, per rendere l’Italia più autosufficiente nel garantire la disponibilità dei principali input di produzione. L’adozione da parte dei ministri europei delle conclusioni sulla nuova Strategia Europea per la Bioeconomia riconosce il ruolo strategico del settore agricolo all’interno della bioeconomia e l’importanza di consentire agli agricoltori di essere al centro delle prossime iniziative. Tutto questo con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un’economia sostenibile, competitiva e resiliente, anche rispetto agli shock legati alle tensioni internazionali.
A causa della guerra in Iran il prezzo del gasolio agricolo ha subito rialzi fino al 70%, mentre concimi come l‘urea sono aumentati di 200 euro a tonnellata.
Occorre pertanto passare dalle parole ai fatti, poiché alcuni atti della DG Energy della Commissione Europea stanno di fatto sconfessando l’apertura verso i biocarburanti. È il caso della proposta di Regolamento di esecuzione che definisce regole specifiche per la certificazione delle materie prime, i cui contenuti hanno spinto Coldiretti e Filiera Italia a inviare una lettera ai ministri italiani interessati, sollecitando una presa di posizione.
“I costi per le imprese agricole sono aumentati in modo considerevole, arrivando a superare il 30%. Le prime risposte sono arrivate dal Governo italiano, che è intervenuto anche nelle ultime ore, - commenta il presidente Prandini - ad esempio con il taglio delle accise e i crediti d’imposta per trasportatori e pescatori. Ma questo non basta: servono risorse europee per dare risposte concrete non solo agli agricoltori, ma anche ai cittadini consumatori".
"Purtroppo - ha aggiunto Prandini - la speculazione si sta diffondendo anche nella filiera agroalimentare. Nelle ultime ore diverse produzioni hanno registrato un calo dei prezzi riconosciuti agli agricoltori, dal lattiero-caseario all’ortofrutta, mentre sugli scaffali i prezzi continuano a salire. È quindi indispensabile un’azione immediata di monitoraggio e controllo da parte dell’esecutivo, per evitare che in una fase già così critica qualcuno possa speculare sulle spalle di chi produce e di chi acquista".