Per contenere gli effetti della crisi che sta colpendo tutti i settori produttivi, è necessario un piano europeo di sostegno alle imprese che possa garantire la produzione alimentare rispetto all’aumento spropositato dei costi, tra gasolio e fertilizzanti. È questo l’appello lanciato in questi giorni da Coldiretti.
La fragile quanto incerta tregua raggiunta in Medio Oriente, rappresenta una finestra di opportunità per mettere in campo una strategia europea immediata e strutturale di difesa dei settori produttivi e dei cittadini consumatori, con risorse e strumenti a protezione degli asset strategici a partire dall’agricoltura e dalla produzione di cibo, insieme a energia e difesa.
È fondamentale l’esclusione dei fertilizzanti dal sistema Ets per evitare ulteriori distorsioni competitive. Allo stesso tempo vanno rafforzate le politiche di sostegno agli investimenti in agricoltura di precisione, indispensabili per ridurre la dipendenza energetica e contenere i costi, a partire dall’uso efficiente dell’acqua che consente di limitare il ricorso al gasolio per il pompaggio, ribadisce Coldiretti.
A causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono aumenti con un balzo record che aveva portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni.
Eppure siamo l’unico Paese in Europa ad aver avuto agevolazioni importanti sulle accise. Ma sono bastati pochi giorni di tensione, con le navi bloccate, per farci capire quanto siamo vulnerabili. I fondi di coesione devono avere ben presente che la sicurezza passa dal cibo. Perché senza cibo non c’è sicurezza. E oggi il cibo è messo in discussione dalle guerre e dalle difficoltà nei trasporti.
Da qui la critica di Coldiretti alle scelte europee sul riarmo. Si stanno spendendo migliaia di miliardi per gli armamenti mentre si mette a rischio la sicurezza alimentare. L’Europa deve scegliere se investire sulla guerra o sulla sicurezza alimentare.