11 Novembre 2010
ENERGIE RINNOVABILI: NON SOTTRAGGANO TERRENO

Energie rinnovabili: non sottraggano terreno all’agricoltura vera  

Solo terreni agricoli marginali per produrre eco-combustibili, niente importazioni dall’estero di biomasse, incentivazione delle nuove forme di rinnovabili non impattanti.
Prima di tutto – commenta il direttore di Coldiretti Giovanni Pasquali – è necessario chiarire se la nostra agricoltura deve continuare a produrre prodotti Doc, Dop e Igp di alta qualità o fare altro. La Coldiretti vuole comunque continuare a tutelare e valorizzare le produzioni tipiche su cui si fonda tutta la nostra agricoltura e sulla quale da anni le aziende agricole stanno investendo.
Nello specifico delle centrali a biomasse Coldiretti non le demonizza ma certamente non le vede come “una boccata di ossigeno” per la nostra provincia.
L’alimentazione di centrali a biogas esige una disponibilità di circa 300-400 ettari di terreno coltivato per un impianto da 1 megawatt di energia e questo è terreno che va sottoratto alle coltivazioni tipiche del nostro territorio. Questo fenomeno ha innescato anche distorsioni di mercato per quello che riguarda l’affitto medio del terreno agricolo, siamo di fronte a costi che stanno diventando proibitivi. Si riscontra già grande difficoltà a reperire, a costi di mercato, spazi in affitto per coltivare la necessaria quantità di foraggi da parte delle aziende locali per l’attività zootecnica. Siamo già arrivati a 500 euro a biolca quando l’affitto medio era tra i 200 e i 300 euro.
Oltre ad una necessaria questione morale per la quale è giusto che la coltivazione della terra porti principalmente cibo è bene tenere in considerazione anche queste speculazioni ad appannaggio di pochi.
Inoltre le centrali, una volta costruite, devono essere alimentate e la dove non esiste sufficiente materia prima diventa necessario importarla. Il bilancio non sarebbe per nulla positivo sia sotto l’aspetto economico sia ambientale.
Coldiretti sostiene dunque lo sviluppo delle energie rinnovabili nella direzione che preserva il territorio e l’agricoltura. Impianti fotovoltaici costruiti sui tetti e sugli immobili e non a terra, il geotermico di cui poco si parla ma che offre grandi opportunità a basso impatto e  piccoli impianti a dimensione interaziendale, pensati al di fuori delle logiche speculative.
Le produzioni di biomasse, che possono essere importanti integrazioni al reddito degli agricoltori, dove è difficile l’attività agricola principale, vanno pensate solo nei terreni marginali o dove ci sono notevoli scarti di lavorazione.
La nostra provincia deve dunque valutare con attenzione quale è la capacità di sopportare e sostenere questi impianti in relazioni alla loro durata e alla loro resa ed inoltre quanta produzione è necessaria investire per alimentarli.

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