Ha firmato il documento il presidente regionale Luca Cotti
Sviluppo sostenibile, lavoro e imprese di qualità, riduzione delle disuguaglianze e transizione ecologica. Sono questi gli assi portanti del Patto per il lavoro, per il clima e l’economia sociale della Regione Emilia Romagna, sottoscritto l’8 settembre scorso presso la sede della Regione da 59 realtà tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali e corpi intermedi. Il Patto rappresenta un modello avanzato di concertazione e responsabilità condivisa, che riunisce istituzioni e parti sociali attorno a un progetto comune per il futuro dell’Emilia Romagna. L’obiettivo è accompagnare le trasformazioni economiche, sociali e ambientali mettendo al centro la comunità e ricucendo le distanze tra centri e periferie, pianura e montagna, persone, generi e generazioni.
In questo percorso assume un ruolo strategico il contributo dei corpi intermedi, chiamati a fare da ponte tra istituzioni, imprese, lavoratori, professionisti e comunità. Il loro coinvolgimento nella costruzione del Patto consente di portare ai tavoli decisionali competenze, conoscenza dei territori e dei bisogni reali, contribuendo a trasformare obiettivi condivisi in politiche e azioni concrete. Una funzione essenziale per rafforzare partecipazione, coesione sociale e qualità delle decisioni.
Quattro gli obiettivi del Patto: crescere, investendo sulle persone, sulle competenze e sulla capacità di governare il cambiamento; stare bene insieme, contrastando le disuguaglianze e garantendo pari opportunità; generare lavoro e sviluppo di qualità, sostenendo innovazione, imprese, professionalità e attrazione dei talenti; essere sostenibili, accelerando la transizione ecologica verso la neutralità carbonica entro il 2050 e puntando a produrre sempre più energia da fonti rinnovabili.