1,5 milioni di euro nel prossimo triennio per il nuovo Piano regionale castanicolo e del marrone dell’Emilia-Romagna per dare nuove prospettive al comparto. Appuntamento il 6 novembre a Marola di Carpineti con produttori, associazioni, consorzi e amministratori locali.
Semplificazione normativa, recupero dei castagneti abbandonati, sostegno agli investimenti produttivi,i valorizzazione delle produzioni di qualità a partire dal marrone dell’Emilia-Romagna, rafforzamento della filiera e tutela della biodiversità castanicola.
Sono le principali aree di intervento previste dal nuovo Piano castanicolo e del marrone regionale, che l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, presenterà assieme ai tecnici in un ciclo di tre incontri con produttori, associazioni, consorzi e amministratori locali per illustrarne i contenuti e raccogliere osservazioni e proposte dal territorio.
Per realizzare le azioni previste dal Piano, la Regione prevede di aggiungere alle risorse già stanziate ulteriori 1,5 milioni di euro nel prossimo triennio destinati al recupero dei castagneti abbandonati, alla valorizzazione della filiera e alla tutela della biodiversità castanicola. Altri interventi saranno finanziati attraverso l’attuale programmazione regionale del Programma di sviluppo rurale (Psr).
Il documento definisce una strategia di lungo periodo, che guarda anche alla prossima programmazione europea 2028-2034, e individua tre modelli per lo sviluppo della castanicoltura del futuro: la salvaguardia della castanicoltura tradizionale, la trasformazione delle selve castanili in castagneti da frutto e la realizzazione di nuovi impianti con piante innestate da vivaio.
Quattro gli obiettivi principali: semplificare le norme e favorire gli investimenti; proteggere il territorio e le produzioni; promuovere l’innovazione e il trasferimento delle conoscenze; rafforzare l’organizzazione della filiera e valorizzare le produzioni regionali, a partire dal Marrone di Castel del Rio Igp.
Tra le azioni previste figurano il recupero dei castagneti abbandonati, il sostegno al ricambio generazionale, il rafforzamento del presidio fitosanitario, gli interventi contro il dissesto idrogeologico, la tutela della biodiversità castanicola, il coinvolgimento del sistema educativo e il potenziamento degli strumenti di promozione e commercializzazione.