19 Gennaio 2026
EMILIA-ROMAGNA: RAFFORZAMENTO CONTROLLI SULLE MERCI IN INGRESSO

Coldiretti Emilia-Romagna esprime apprezzamento per la Delibera approvata della Regione.

Le Coldiretti dell’Emilia-Romagna esprimono pieno apprezzamento per la delibera approvata dalla Regione che rafforza il sistema dei controlli sui prodotti agroalimentari importati, con particolare attenzione al comparto cerealicolo, nei principali punti di ingresso del territorio regionale, a partire dal Porto di Ravenna e dall’Aeroporto di Bologna.

L’attuale sistema di controlli alle frontiere dell’Unione Europea per i prodotti agricoli ed agroalimentari importati da Paesi Terzi è insufficiente, come denunciato da Coldiretti. Solo una minima parte (circa il 3%) viene effettivamente sottoposta a verifiche di sicurezza.

Un rafforzamento strutturale e sistematico dei controlli tutela la salute dei cittadini, garantisce una concorrenza più leale e difende il valore delle produzioni agricole italiane ed emiliano-romagnole, troppo spesso penalizzate da importazioni che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti alle imprese europee.

«Accogliamo con favore questa decisione della Regione – dichiara Matteo Franceschini, presidente Coldiretti Reggio Emilia. Coldiretti non è contraria al commercio ma pretende regole uguali per tutti. Non è accettabile che prodotti provenienti da Paesi terzi entrino nel nostro mercato senza garantire la piena reciprocità delle norme su sicurezza alimentare, uso dei fitofarmaci, tutela del lavoro e dell’ambiente».

Il rafforzamento dei controlli rappresenta uno strumento fondamentale anche per contrastare fenomeni di dumping commerciale – precisa Coldiretti Reggio Emilia - che colpiscono in modo diretto le imprese agricole, comprimendo i prezzi all’origine e mettendo a rischio la sostenibilità economica delle filiere.

«I controlli diventano ancora più indispensabili – conclude Alessandro Corchia, direttore Coldiretti Reggio Emilia - alla luce degli accordi commerciali internazionali in discussione, come il Mercosur, che rischiano di aprire le porte a prodotti ottenuti con regole molto lontane da quelle europee. È questo il centro della manifestazione che abbiamo fatto a Strasburgo: ribadire che senza reciprocità non può esserci libero scambio».

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